Guerra in Iran e costi energetici, Guidesi: “L’Europa intervenga, a rischio la tenuta di imprese e famiglie”

Caro energia, imprese e famiglie lombarde soffocano. Serve un intervento d’emergenza europeo. “Sui costi energetici la Commissione Europea deve agire come durante la pandemia sanitaria: se non si mette un freno alla speculazione finanziaria è a rischio la tenuta delle imprese e dei posti di lavoro”: l’allarme arriva dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, intervenuto nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles. “La Lombardia è la prima regione manifatturiera d’Europa e vuole restare tale: – ha detto Guidesi – gli aumenti dei prezzi dell’energia però ne mettono seriamente in pericolo la competitività”.

La guerra in Iran sta provocando effetti a cascata su numerosi settori dell’economia. A risentirne non sono soltanto le imprese, ma anche gli stessi cittadini, che si trovano nella quotidianità a mettere mano al portafoglio. Un’analisi di Facile.it di pochi giorni fa prevedeva un esborso aggiuntivo di 950 euro a famiglia a causa della guerra, considerando solo alcune delle spese irrinunciabili, ovvero bollette, mutui, assicurazione auto e carburanti.

Gli appelli dei rappresentanti di diversi settori in queste settimane si sono moltiplicati. L’ultimo è arrivato oggi dalla presidente nazionale di Ance, l’associazione dei costruttori edili, Federica Brancaccio, che chiede un intervento alla Commissione europea con una deroga al patto di stabilità.

“Il blocco dello stretto di Hormuz sta determinando una situazione insostenibile a livello energetico che ha pesanti ricadute anche nel nostro settore impegnato in tanti cantieri strategici, in vista soprattutto della chiusura del Pnrr – ha spiegato Brancaccio – Le imprese sono schiacciate tra il rispetto intoccabile dei tempi di chiusura e materiali introvabili o con prezzi alle stelle”. L’appello era stato lanciato anche a livello locale dal presidente di Ance Como, Eugenio Rizzuti, che aveva parlato di rincari dei materiali da costruzione e dei costi di trasporto, chiedendo al Governo misure urgenti. “A rischio – aveva detto – sia gli appalti in corso sia quelli delle nuove opere”. Le conseguenze del prezzo dei carburanti si fanno sentire soprattutto sul settore del trasporto su gomma. “Se si continua così, potrebbero arrivare ricadute anche sui mezzi pubblici, con una riduzione delle corse e un aumento delle tariffe”, è l’allarme lanciato da Riccardo Gervasoni, presidente di Cna FITA Trasporti Lombardia.

Anche Pasquale Diodato, presidente di Cna Lombardia Nord-Ovest, ha parlato di “minaccia reale alla tenuta delle filiere”. Non va meglio per il turismo. Se le festività pasquali hanno fatto registrare numeri da tutto esaurito sul Lario, per il futuro si naviga a vista. “La guerra in Iran resta la nostra spada di Damocle. – ha dichiarato Fabio Dadati, delegato al turismo della Camera di Commercio Como-Lecco – Le tensioni in Medio Oriente potrebbero essere la causa di voli cancellati e di ulteriori rincari, che potrebbero scoraggiare le partenze. Il futuro del conflitto resta un’incognita e non sono da escludere ripercussioni anche sul turismo comasco”.