Perizia scagiona agente per morte di un cane, ‘legittima difesa’

Ancona

– ANCONA, 22 APR – Il poliziotto ha sparato per difendersi da un attacco imminente del cane, fu legittima difesa. È la conclusione della perizia disposta dalla gip di Ancona Sonia Piermartini sull’uccisione del pitbull Narcos, avvenuta il 14 settembre 2025, durante un intervento di polizia in un parco pubblico in via Osimo ad Ancona. La relazione, eseguita da un esperto di armi, Sandro Evangelisti, è stata depositata il 16 aprile ed esposta oggi davanti alle parti nell’incidente probatorio chiesto dalla Procura. Secondo il perito, l’operatore di polizia si trovava a distanza ravvicinata, tra uno e tre metri, senza strumenti alternativi efficaci per neutralizzare l’animale. Lo sparo, "uno solo", sarebbe stato quindi necessario per tutelare la propria incolumità. Gli accertamenti balistici confermano che fu esploso un unico colpo: rinvenuti un solo bossolo e un solo proiettile che dopo aver colpito il muso del cane deviò urtando il collare metallico, risultando letale. La perizia esclude la versione della proprietaria, una 21enne, che parlava di due spari e di un cane immobilizzato tenuto da lei al guinzaglio: mancano riscontri oggettivi, a partire dall’assenza di tracce di sangue sugli abiti della giovane. Ritenuta invece coerente la ricostruzione fornita dagli agenti. Il poliziotto, indagato per uccisione di animale, è difeso dall’avvocato Laura Versace. La proprietaria del cane è rappresentata dagli avvocati Rino Bartera e Michele Pezone (per l’associazione Lndc Animal Protection). Stando ai loro consulenti di parte, che consegneranno a breve gli atti, è la versione del poliziotto ad essere incongruente.

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