“E’ semplicemente abominevole la richiesta avanzata dalla Svizzera sul pagamento delle spese sanitarie legate alla tragedia di capodanno a Crans-Montana”: lo dichiarano il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, che respingono con fermezza l’ipotesi che l’Italia possa farsi carico di quanto richiesto dal Cantone del Vallese, cioè accollarsi i 108mila euro di spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per le cure prestate per poche ore a quattro ragazzi italiani feriti nel rogo di Crans Montana. “Gli svizzeri sostengono che sia la loro cassa malati a pretendere questo pagamento: benissimo, ma si rivolgano ai responsabili di quanto accaduto”, aggiungono Fontana e Bertolaso.
Anche la premier Giorgia Meloni è intervenuta nelle scorse ore sulla vicenda. “Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, – ha scritto sui social – annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata”.
E l’assessore regionale Bertolaso prosegue: “L’ho ribadito in ogni sede, anche durante il mio incontro a Sion: è fuori discussione che il nostro Paese, il governo o qualsiasi altra istituzione italiana possano farsi carico delle spese derivanti da questa tragedia”, sottolineando come il tema vada oltre il principio di reciprocità richiamato dall’ambasciatore italiano in Svizzera, anche “alla luce del fatto che due cittadini elvetici sono stati curati” all’ospedale Niguarda di Milano. “È anzitutto una questione etica: in Italia assistiamo e curiamo gratuitamente chiunque abbia bisogno di cure salvavita. Ma in questo caso – continua Bertolaso – la Svizzera ha una responsabilità gravissima. Questa tragedia non doveva accadere e non può permettersi di chiedere alcun pagamento. Deve piuttosto continuare a scusarsi e rivalersi su chi è responsabile”.
E mentre nelle scorse ore è stata dimessa dalla terapia intensiva la 15enne biellese ricoverata da 58 giorni, Bertolaso fa anche il punto sulle condizioni dei cinque ragazzi che si trovano ancora al Niguarda. Sono “in miglioramento – sottolinea -. Uno dei pazienti ha già avviato il percorso di riabilitazione respiratoria, mentre gli altri quattro sono assistiti nel centro grandi ustioni di Niguarda. Due di loro presentano ancora condizioni serie e dovranno affrontare una degenza prolungata. Confidiamo di poter dimettere altri due pazienti nelle prossime settimane”.


