Sono passati 30 anni, ma il tempo non scalfisce i ricordi. Correva l’anno 1996, il 4 e il 5 maggio, quando Como accolse papa Giovanni Paolo II, proclamato santo nel 2014. Arrivato in riva al lago nel 17esimo anno del suo pontificato e a pochi giorni dal suo 76esimo compleanno. L’intera città – il sindaco era Alberto Botta e il vescovo Alessandro Maggiolini, – si mobilitò per accoglierlo.
L’elicottero con a bordo il pontefice atterrò allo stadio Sinigaglia il 4 maggio alle 18.17. Furono i bambini i primi a salutarlo. Dal Sinigaglia Giovanni Paolo II percorrendo il girone raggiunse piazza Cavour. Il corteo di auto – il Papa durante il tragitto aveva al suo fianco il vescovo Maggiolini – transitò in mezzo a due ali di folla.
Nel suo discorso celebre la frase rivolta ai comaschi: “Ricchezza della natura, ricchezza della storia, ricchezza del cuore…ricchi ricchi ricchissimi comaschi”. In serata raggiunse il Vescovado, in piazza Grimoldi, dove trascorse la notte. Il giorno dopo, esattamente il 5 maggio di 30 anni fa, celebrò la messa solenne in Duomo, incontrò il mondo del lavoro, poi si spostò di nuovo allo stadio per ritrovare i giovani. In seguito una visita all’istituto “Don Guanella”. Wojtyla ripartì sempre in elicottero, dopo aver celebrato la grande messa all’aperto nella piana di Lazzago. E, soprattutto, dopo aver lasciato una traccia indelebile nell’animo di tantissimi comaschi.


