Il Tar ha ritenuto legittima la chiusura della primaria De Calboli voluta dal Comune di Como. A stretto giro la reazione di Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, che commenta la decisione del Tar di non accogliere il ricorso contro la chiusura della scuola primaria di Ponte Chiasso. “Chiudere una scuola non significa semplicemente “razionalizzare i costi” o affrontare un problema numerico: significa rinunciare a un presidio fondamentale in un territorio caratterizzato da fragilità sociali, difficoltà economiche e povertà educativa“.
In un quartiere come Ponte Chiasso, aggiunge Molinari, “la scuola rappresenta molto più di un edificio o di un servizio: è un punto di riferimento educativo, sociale e umano. È il luogo dove si costruiscono relazioni, si intercettano i disagi, si previene l’emarginazione e si offre una prospettiva ai più giovani”. Al contrario, sottolinea il presidente provinciale di FdI, “spostare i bambini in altri plessi significa interrompere percorsi educativi consolidati, aumentare le difficoltà logistiche per molte famiglie e rischiare di aggravare fenomeni come dispersione scolastica e isolamento sociale“.
Un’attenzione infine agli spazi della scuola di via Brogeda, che – dichiara Molinari – “potrebbero essere valorizzati e implementati con ulteriori servizi utili non solo agli alunni, ma anche ai residenti del quartiere, trasformando il plesso in un vero punto di riferimento educativo e sociale per Ponte Chiasso”.
“La politica dovrebbe avere il coraggio di investire nei quartieri più difficili, non arretrare”, incalza Molinari. “Una scuola – conclude – non si chiude dove serve di più. Una scuola si difende, si sostiene e si considera parte essenziale della sicurezza, della crescita e del futuro di un quartiere”



