Ha fatto tappa anche sul Lago di Como il tour in Italia del cittadino britannico attualmente in isolamento all’ospedale Sacco perché era a bordo di un volo sul quale viaggiava una donna successivamente morta per l’Hantavirus. L’uomo è risultato negativo al test e non ha sintomi riconducibili alla malattia, ma dovrà rimanere in quarantena fino al 6 giugno prossimo e ripetere ulteriormente i controlli.
Il britannico, il 25 aprile scorso era sul volo diretto in Sudafrica sul quale sono saliti la donna poi morta poco dopo e un altro passeggero della nave da crociera sulla quale si è diffuso il virus che è poi risultato positivo. L’uomo, dopo una tappa ad Amsterdam ha raggiunto, sempre in aereo, Roma e, con un amico, ha poi viaggiato in gran parte d’Italia, dalla Capitale a Pompei e Amalfi passando poi dalla Toscana e dalla Liguria per raggiungere quindi Venezia e infine Milano. Dall’alloggio nel capoluogo lombardo ha fatto quindi un tour a Como e a Lugano. Con l’amico avrebbe fatto anche un giro in barca sul lago, tornando poi nel bed&breakfast a Milano dove è stato raggiunto ieri da personale specializzato e portato in ambulanza all’ospedale Sacco per effettuare il test e dove è poi stato ricoverato in isolamento.
L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ieri ha ricostruito le fasi fino all’esito dei test che hanno dato esito negativo e ha rassicurato sul rischio contenuto di una diffusione dell’Hantavirus. “Pur essendo negativo e asintomatico – ha spiegato l’assessore – dovrà restare in isolamento precauzionale fino al 6 giugno, termine massimo del periodo di incubazione previsto dai protocolli internazionali”.
Bertolaso ha evidenziato che la rete del sistema sanitario lombardo nella gestione dell’episodio ha funzionato ricordando inoltre, il ruolo strategico del Sacco di Milano, insieme allo Spallanzani di Roma, come centro nazionale di riferimento per le malattie infettive. Nell’incontro con la stampa, ha ribadito che l’Hantavirus non presenta modalità di trasmissione paragonabili a quelle del Covid-19. “La trasmissione interumana è estremamente rara – ha sottolineato – e avviene soltanto in casi di contatti molto stretti e prolungati. Non siamo di fronte a una situazione assimilabile a una pandemia”.


