I ricorsi presentati dai genitori dell’asilo Magnolia e dalle famiglie della primaria De Calboli non sono stati accolti dal Tar. Il futuro del nido di via Passeri e della scuola elementare di Ponte Chiasso sembra ormai scritto e a settembre non riapriranno. Gli istituti per mesi sono rimasti al centro di un lungo braccio di ferro tra le famiglie e il Comune di Como. In mezzo battaglie legali, ricorsi, Tar, una raccolta fondi e la volontà delle famiglie di salvare le due scuole, senza tuttavia riuscirci.
Como, chiude il nido Magnolia
Il comitato Como a Misura di Famiglia, che da subito si è impegnato al fianco dei genitori ricorrenti, a stretto giro ha commentato la decisione del Tar. Parla di un “fatto grave”, perché “con la chiusura del Magnolia la città perde un presidio pubblico fondamentale per le famiglie tra Sagnino e via Italia Libera”.
“La città merita di più e il Comune dev’essere vicino ai cittadini e alle famiglie”, sottolinea il presidente del comitato, Umberto Fumarola. “Como ha bisogno di un cambiamento – aggiunge – E intanto la decisione di Palazzo Cernezzi arrecherà numerosi disagi a molte famiglie, che nei prossimi mesi saranno costrette a riorganizzarsi”.
Al momento, lo ricordiamo, al nido di via Passeri ci sono un primo e secondo anno ed è già stato fatto un open day. Tuttavia, nonostante per i genitori le iscrizioni siano andate bene, la decisione del Tar ribalterebbe le carte in tavola.
Nuova sentenza del Tar: a settembre chiude anche la primaria di Ponte Chiasso
Succede lo stesso a Ponte Chiasso. Il Tar ha respinto il ricorso dei genitori e ha ritenuto legittima la chiusura della scuola de Calboli. “La sentenza non cambia la sostanza politica di una decisione che continuiamo a ritenere sbagliata e fallimentare“, commentano Vincenzo Falanga e Teresa Minniti, presidente e vicepresidente di Nova Como. “Ridurre tutto a una questione di numeri e razionalizzazione significa ignorare completamente il valore sociale, educativo e territoriale di una scuola, soprattutto in un quartiere delicato e complesso come Ponte Chiasso, che avrebbe bisogno di essere rafforzato e presidiato, non abbandonato“, ribadiscono da Nova Como. Poi l’appello rivolto direttamente a Palazzo Cernezzi: “Ora che l’amministrazione ha scelto questa strada, ci aspettiamo almeno che metta in campo presidi educativi, sociali e aggregativi capaci di compensare questa perdita e garantire una presenza reale e continuativa sul territorio”.
“Siamo molto dispiaciuti – commenta Mirko Grisoni, presidente del consiglio d’istituto Como Nord – Speravamo di salvare la scuola ma non è stato così. Non ne è stata capita l’importanza per il territorio. Ora i bambini saranno indirizzati tra Sagnino e Monte Olimpino – aggiunge Grisoni – con non poche difficoltà legate agli spostamenti“. Al momento non è contemplata l’ipotesi di ulteriori passaggi legali e di un eventuale ricorso.
Se per il nido Magnolia il Tar ha aspettato quasi tre mesi prima di esprimersi, non può dirsi lo stesso per la De Calboli, la cui sentenza è arrivata nell’arco di due settimane. Ora restano al centro di una battaglia legale la primaria Corridoni di via Sinigaglia e l’infanzia di Salita Cappuccini.


