La chiusura del Nido Magnolia e della primaria di Ponte Chiasso a Como continua ad essere al centro del dibattito in città. Dopo il pronunciamento del Tar che ha dato ragione al Comune sullo stop ai due plessi, nonostante le azioni portate avanti dalle famiglie e dalle opposizioni politiche, interviene una ex docente e referente delle elementari del quartiere di confine con una lettera aperta alle autorità competenti.”Il Parlamento della Repubblica ha proclamato il 24 giugno la “Giornata nazionale delle periferie urbane” (con la Legge 170 del 5 novembre 2024), per richiamare l’attenzione sulle condizioni di inclusività, sicurezza e sviluppo culturale dei quartieri più fragili. In questo spirito – scrive Maria Emilia Fortunati insegnante attualmente in pensione – desidero condividere una riflessione sulla recente chiusura della scuola di Ponte Chiasso, confermata dal TAR”.
“Ho avuto il privilegio di insegnare in questa scuola – aggiunge – e di osservare come alunni e alunne con bisogni educativi speciali e di diverse nazionalità rispondano con entusiasmo alle attività proposte, dai laboratori scolastici ai corsi estivi. Ho visto genitori impegnarsi in prima persona, creando iniziative di sostegno e comunità, e ho partecipato come tutor a progetti estivi in cui i bambini manifestavano un forte attaccamento e il desiderio di continuare a imparare insieme”. L’ex docente pur comprendendo l’esigenza di razionalizzare le risorse non si arrende a pensare alla scuola riducendo le riflessioni solamente ai numeri e alle procedure, senza considerare il contesto umano e sociale. “La scuola non è un semplice “posto” da occupare è un luogo dove si formano cittadini consapevoli e comunità più forti” dice ricordando le proposte alternative, che non sono state prese in considerazione, capaci di salvaguardare l’attività della scuola e garantire continuità ai bambini, ma non sono state prese in seria considerazione.
“Rivolgo questa lettera con rispetto alle autorità competenti – conclude l’ex maestra Fortunati – auspicando che la riflessione sul valore delle periferie e sulle ricadute sociali delle scelte amministrative possa guidare interventi futuri, affinché nessun bambino sia privato delle opportunità che merita”.


