Ha ormai invaso parchi e angoli verdi in diversi punti della città e della provincia. La Takahashia Japonica – anche nota come cocciniglia dai filamenti cotonosi – sta diventando un problema in molte aree del Paese e il Comasco non fa eccezione (ne parlavamo qui). Le segnalazioni dei cittadini questa volta arrivano da Cantù, ma non mancano esempi anche in riva al lago.
E’ considerata tra le specie aliene invasive che può creare squilibri ambientali. Di origine asiatica è facilmente riconoscibile dai filamenti bianchi a forma di anello che possono raggiungere i 7 centimetri di lunghezza. Ma di cosa parliamo? Si tratta di un insetto dall’appetito insaziabile che aggredisce per lo più alberi ornamentali. Non è dannoso per l’uomo o gli animali ma, tra le principali conseguenze dell’attacco, i rami spesso si seccano per poi cadere.
La segnalazione arriva da una telespettatrice canturina 89enne e riguarda la zona del parcheggio di via Giulio Cesare. Dal Comune della Città del Mobile fanno sapere che la situazione è monitorata insieme all’agronomo incaricato e si stanno già effettuando trattamenti di endoterapia (vale a dire un trattamento fitosanitario per alberi ad alto fusto) sulle alberature interessate dalla presenza di Takahashia japonica.
“Quello attualmente in corso è il secondo anno di applicazione del protocollo adottato, che prevede un ciclo della durata di tre anni – spiegano dal Comune – In alcune aree trattate negli anni scorsi la presenza dell’insetto si è già ridotta sensibilmente, un esempio è il parco di via California – mentre in altri casi sono ancora in corso monitoraggi e interventi”.
“Si tratta – viene precisato – di una specie infestante relativamente recente, per la quale ad oggi non esiste ancora un protocollo univoco riconosciuto come pienamente efficace a livello regionale. I trattamenti disponibili sono in parte ancora sperimentali e, nelle aree pubbliche, possono essere utilizzati soltanto prodotti certificati e compatibili con la sicurezza ambientale e sanitaria”.



