Tessile comasco in difficoltà tra bollette in aumento, rallentamento del lusso, tensioni geopolitiche e alta volatilità degli ordini. L’energia incide per il 40% sui costi operativi delle imprese del distretto. Negli ultimi tre anni i costi energetici sono aumentati del 35%. Le aziende del territorio però mantengono la loro stabilità e tracciano la strada verso una competitività che sia sempre più sostenibile.
È quanto emerso in occasione della riunione plenaria annuale che ha riunito oltre 100 aziende del Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como. In un contesto difficile, la spinta è alla coesione. È questa la risposta del distretto, che intende fare squadra, adottare standard condivisi e agire collettivamente là dove le piccole medie imprese – da sole – non possono arrivare.
“Le sfide che oggi interessano il settore richiedono una risposta collettiva – ha sottolineato Paolo Canonico, presidente del Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como – Comprendere l’evoluzione del mercato, anticipare le richieste dei brand e affrontare con consapevolezza il percorso della transizione sostenibile rappresentano condizioni essenziali per preservare la competitività della filiera tessile comasca”. Tra i temi affrontati anche quello del passaporto digitale di prodotto e il progetto PPA di distretto, un contratto di acquisto diretto di energia rinnovabile a lungo termine per le piccole medie imprese tessili a un prezzo fisso concordato, stipulato direttamente tra le aziende e un produttore di energie rinnovabili. Per una singola PMI tessile accedere a un PPA è praticamente impossibile. I volumi minimi, le garanzie finanziarie e i costi di transazione sono proibitivi. L’aggregazione a livello di distretto, con circa 500 aziende tessili nel Comasco, risolve questo problema alla radice.
Per Gianluca Brenna, presidente di Confindustria Como, il valore distintivo del distretto tessile comasco risiede nell’unicità delle sue imprese, che con la loro competenza, creatività, capacità manifatturiera e continua propensione all’innovazione, rappresentano un patrimonio industriale riconosciuto a livello internazionale. “Ci troviamo in uno scenario caratterizzato da trasformazioni sempre più rapide e complesse, dalla transizione energetica alle nuove sfide della sostenibilità, fino ai cambiamenti dei mercati globali – spiega Brenna – In questo contesto – ribadisce – è fondamentale rafforzare lo spirito di collaborazione tra le aziende della filiera, valorizzando al tempo stesso le peculiarità che rendono ciascuna impresa unica”.


