Area Ticosa, non bastano lucchetti e recinzioni, nella Santarella si entra ancora

Gli ingressi sono bloccati ma non sono sufficienti catene e lucchetto per impedire l’accesso. E’ accaduto ancora e le immagini lo mostrano con chiarezza: almeno due persone all’interno della Santarella, la ex centrale termica della tintostamperia Ticosa nel cuore di Como. Una struttura ormai immersa nel degrado e pericolosa perché fatiscente. Il rogo di 10 anni fa aveva contribuito a rendere ancor più precarie alcune parti. Ciclicamente si interviene con controlli e misure di sicurezza per impedire a senzatetto e sbandati di entrare e, puntualmente, c’è chi se ne infischia e i residenti della zona hanno sotto agli occhi la situazione quotidianamente.

A guardare le immagini odierne è difficile dire se si tratti di azioni mosse dalla necessità di riparo, in questo caso dal caldo torrido vista la stagione, o per trasgredire al rispetto delle regole. Si vedono due ragazzi a petto nido seduti su delle sedie che parlano tra loro, uno poi si alza, indossa la tshirt per poi, probabilmente, andare via. Il tutto accade a pochi passi dalla questura, affianco a un parcheggio molto frequentato, in un edificio dismesso diventato nel tempo, come buona parte dell’area, una discarica. I rifiuti circondano l’ex centrale elettrica, alle recinzioni quel che resta di una bicicletta.

Le immagini riprese tempo fa con il drone mostravano impietose come è ridotto l’interno di un luogo simbolo dell’architettura industriale e del distretto tessile della città di Como. Un immobile tutelato, destinato sulla carta a un utilizzo culturale. Un patrimonio del capoluogo, abbandonato a un presente di trascuratezza e inciviltà.

Prima che scoppiasse il devastante rogo, nel 2016, la struttura era stabilmente utilizzata dai senzatetto. Una situazione cambiata dopo l’incendio, anche se la Santarella non ha mai smesso di essere uno dei rifugi della città. E le immagini odierne ne sono l’ennesima dimostrazione.

Il via vai quotidiano delle auto sembra far pensare a uno spazio vivo e utilizzato, ma non basta a nascondere il degrado che invece domina a poca distanza ed evidentemente non bastano le recinzioni a impedire gli accessi.