“Il tempo dell’attesa è terminato. Oggi ha inizio la rigenerazione della città”. Con queste parole Mauro Caprani, sindaco di Erba, descrive le prossime mosse dell’amministrazione della cittadina brianzola per risolvere il problema delle aree dismesse da oltre due decenni, spesso centri di degrado, con numerose segnalazioni e richieste degli abitanti di trovare una soluzione.
Un problema che non riguarda aree periferiche, ma anche zone centrali di Erba, edifici in disuso causa di degrado ambientale, salute e sicurezza.
“Abbiamo deciso di “prendere il toro per le corna” e porre fine, ma anche un nuovo inizio, utilizzando i disposti dell’art. 40-bis della legge regionale 122005 – spiega ancora Caprani – Uno strumento urbanistico a sostegno del nostro pragmatismo per rigenerare le città. Il percorso, faticoso e delicato, fatto di condivisione, dialogo ma anche di fermezza, è stato iniziato nel 2023 per volere del consiglio comunale, che oggi raccoglie i primi frutti. Una sorta di “liberazione” della città dal degrado e da una condizione di rassegnazione in cui era precipitata. Un nuovo inizio”.
Per primo è stato demolito un fabbricato fatiscente in via Leopardi per costruire con i fondi del PNRR il nuovo centro per l’impiego che sarà inaugurato a breve. A pochi metri di distanza, subito dopo l’estate, avverrà un altro abbattimento, con la costruzione di due piccoli condomini.
Lunedì, inoltre, partirà la demolizione dell’area ex Enel, una superficie dove saranno costruiti due nuovi condomini. Più avanti l’attenzione si rivolgerà all’ex Gasfire, storica azienda italiana produttrice di elettrodomestici, all’ex Asme e all’Ex Molino Mottana.
Si parla di circa 30mila metri quadri di superfici territoriali nella zona centrale di Erba per circa 250.000 metri cubi di edificazioni fatiscenti.


