Regione Lombardia premia altre attività storiche in tutta la regione, e tra le insegne premiate ci sono diverse realtà della provincia di Como. Il riconoscimento va ai negozi, alle botteghe e ai locali che resistono da decenni nella vita dei paesi lariani.
Como è tra i territori più premiati da Regione Lombardia nel riconoscimento dedicato al commercio storico. Sono infatti 32 le nuove attività riconosciute questa settimana nel territorio comasco, inserite nell’albo regionale delle attività storiche e di tradizione. Un numero che pone Como in una posizione intermedia tra le province lombarde, dietro Varese, che ne conta 59, ma davanti a Lecco, ferma invece a 19. Tra le insegne premiate spicca la cooperativa di consumo di Dongo, attiva dal 1907 e la più antica del gruppo comasco, seguita dalla storica farmacia Bonduri di Como, aperta nel 1914. Le attività riconosciute spaziano dai bar alle farmacie, dalle botteghe artigiane ai ristoranti, e toccano paesi come Bellagio, Cernobbio, Erba e Sorico. Il titolo è stato assegnato dall’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi e premia negozi, botteghe artigiane e locali che da oltre 40 anni fanno parte della vita dei paesi lariani. Il riconoscimento porta a 4.943 il numero complessivo delle imprese iscritte all’albo in tutta la Lombardia.
Secondo l’assessore Guidesi il marchio è un modo per ringraziare le imprese che, attraverso l’impegno quotidiano, sostengono l’economia e la vita sociale dei territori. Queste attività, ha aggiunto Guidesi, “rendono i nostri paesi e le nostre città più vivi, attrattivi e coesi”. Il tema riguarda da vicino anche Como, dove il commercio di prossimità resta un punto di riferimento per residenti e turisti, complice l’interesse crescente verso le attività che custodiscono tradizioni e mestieri tramandati nel tempo.
In tutta la Lombardia le attività premiate sono 466, un numero che conferma l’attenzione della Regione verso il commercio storico anche nelle altre province. Le imprese comasche si aggiungono dunque a un albo cresciuto negli anni fino a raggiungere quasi 5mila realtà iscritte, tra negozi, pubblici esercizi e botteghe artigiane. Un patrimonio che, secondo la Regione, è anche una risorsa per il turismo e per l’attrattività dei territori, incluso quello del Lario.

