Tentato omicidio di piazza Volta: in carcere 23enne egiziano incastrato dalle telecamere

Tentato omicidio di piazza Volta, la svolta: arrestato un 23enne egiziano. Dalla notte del 7 giugno scorso il lavoro dei carabinieri non si è mai fermato e ha portato a ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e a individuare il presunto responsabile.

Proprio nei giorni in cui il tema sicurezza e movida fuori controllo è tornato alla ribalta tra via Garibaldi e piazza Volta, con una rissa tra ragazzi nel weekend, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Como hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Como, nei confronti del 23enne.

Il provvedimento è il risultato di una serrata attività investigativa avviata dopo l’accoltellamento nel cuore di Como di inizio giugno, quando, dopo una lite, un 19enne originario della Tunisia, era stato raggiunto da due coltellate al ventre. Fondamentale era stato l’intervento dei militari del Radiomobile di Como che avevano prestato i primi soccorsi e con un laccio erano riusciti a fermare l’emorragia in attesa dell’arrivo del personale medico. Una volta all’Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia si era reso necessario un immediato intervento chirurgico, nel post operatorio le sue condizioni erano poi a poco a poco migliorate. L’aggressore era riuscito a fuggire, dileguandosi a piedi.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno consentito di ricostruire quanto accaduto. Determinanti si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze raccolte. Sembra che i due si siano avvicinati – senza particolare violenza – e poco dopo il ferito si trovava a terra in una pozza di sangue.

Il 23enne, che dopo l’accoltellamento aveva lasciato Como, in seguito alle serrate ricerche condotte dai carabinieri, è stato rintracciato in provincia di Milano, dove viveva temporaneamente. Il giovane si trova ora al carcere del Bassone, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Resta ancora da capire il motivo che ha scatenato l’aggressione.