Variante della Tremezzina, il Movimento 5 Stelle: “Basta false promesse”

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“La Variante Tremezzina è la risposta sbagliata ad uno dei più grossi problemi della costa ovest del lago di Como”. Ė la posizione del Movimento Cinque Stelle, che spiega: “Siamo sempre stati contrari non all’opera in quanto tale, ma alla progettazione della stessa. Da quindici anni a questa parte abbiamo denunciato le grosse criticità che un’opera progettata in questo modo poteva causare: cantierizzazione difficilissima, grossi volumi di materiale di scavo, problemi di consolidamento del versante montuoso, interferenze con le falde acquifere che alimentano gli acquedotti comunali, pressione sulla viabilità ordinaria, danni al sistema socioeconomico locale, esplosione dei costi di realizzazione. Quasi tutte le nostre previsioni si sono avverate, ed ora ci troviamo di fronte ad un’opera che, a quasi 5 anni dall’inizio dei lavori, ed a 4 mesi dall’ipotetica conclusione degli stessi, si trova invece realizzata per meno del 10%”.

Nell’ultimo tavolo a Menaggio Anas ha dettato i nuovi tempi: il termine dell’opera è previsto nell’aprile 2031.

“Ovviamente tutti sanno che si tratta di fumo negli occhi, – dicono i 5Stelle – portare a termine un’opera del genere richiederà tempi lunghi ed un esborso decisamente superiore ai 320 milioni di euro preventivati inizialmente. Basta con le false promesse. – concludono – Il cantiere farà sicuramente altri ritardi importanti”.

Il M5S rimarca alcune “buone pratiche” per mitigare l’impatto dell’opera su territorio e sulle casse statali.

1- Trasparenza. L’intero iter di approvazione del progetto della Variante Tremezzina è stato caratterizzato da una totale mancanza di trasparenza da parte di ANAS, Enti pubblici e Impresa appaltante. Creare una pagina web che tenga traccia della progressione dei lavori sarebbe l’ideale.

2- Un piano organico di movimentazione e smaltimento dello smarino, ovvero dei detriti di scavo. È necessario affrontare in modo serio la logistica e le ripercussioni sulla mobilità locale che la ripresa del cantiere comporterà.

3- Studi integrativi. Cosa succederà al Sacro Monte di Ossuccio quando scaveranno al di sotto? Cosa succederà alle falde acquifere? Al versante della montagna? È necessario approfondire studi che in sede di progetto preliminare sono stati a dir poco lacunosi.

4- Piano viabilistico alternativo. È necessario studiare un piano viabilistico alternativo che deve essere attuato il prima possibile, che coinvolga il trasporto lacustre per alcuni flussi di traffico, per esempio il trasporto turistico, in maniera tale da decongestionare la Statale Regina.

5- Basta con le false promesse. Il cantiere farà sicuramente altri ritardi importanti, smettiamola di diffondere date frutto più che altro della fantasia dei nostri amministratori che di serie analisi della progressione dei lavori.