Tre offerte per la gestione di Villa Geno, uno degli immobili comunali più interessanti a Como per prestigio e posizione. Oggi alle 13 la nuova seduta pubblica di apertura delle buste a Palazzo Cernezzi. La concessione è andata alla società VD Buono Buono Como Srl, attuale gestore del ristorante di Villa Olmo, per un importo di 600 mila euro, quasi il doppio rispetto alla base d’asta, fissata a 345.950 euro. L’offerta ha superato le altre, che si sono fermate una a 360mila e una a 500mila euro.
L’immobile ha un vincolo monumentale e paesaggistico e le destinazioni d’uso sono limitate all’ambito turistico-ricettivo, alla ristorazione di livello e all’organizzazione di eventi.
La concessione si distingueva in due lotti, uno per Villa Geno e uno per il terreno con terrazza a verde che confina con il locale adiacente, che è sempre comunale, e si poteva presentare un’offerta solamente per uno o per entrambi. Nella scorsa seduta del 9 giugno sono arrivate tre buste per lotto ma l’unico ad essere aggiudicato è stato il lotto 2, quello relativo al terreno, andato alla società VITE Srl per un’offerta che ha superato le altre e che ammonta a 50.127 euro (la base d’asta del canone annuo di concessione era 30.118). Si tratta della società che già oggi gestisce proprio il locale adiacente, il “Giulietta al lago”.
Per quanto riguarda il lotto 1, quindi la villa, era stato tutto rinviato alla seduta odierna. Durante la verifica dei documenti era emerso, infatti, che per una delle offerte era necessaria un’integrazione. Perciò, come previsto dalla normativa, la gara era stata sospesa ed è stato concesso il tempo per le integrazioni.
Oggi, dunque, è stata verificata la completezza della documentazione e tutti sono stati ammessi a partecipare. I prossimi passi, la verifica documentale delle autocertificazioni presentate dalla società vincitrice e tutte le verifiche necessarie sulla società stessa e sui suoi responsabili. Si passerà poi all’aggiudicazione definitiva e alla stesura del contratto per la concessione che avrà durata di 6 anni.
I tempi, però, non sarebbero brevi. Considerate le chiusure estive, se ne potrebbe parlare a settembre.


