Parrucchieri abusivi a domicilio. Arriva l’esposto delle associazioni di Cna

Le associazioni artigiane della Lombardia hanno presentato ieri un esposto ai Nas dei carabinieri, alla Guardia di finanza e all’Agcom contro un portale online che offre parrucchieri ed estetiste a domicilio, senza passare da un salone autorizzato. A muoversi insieme sono Confartigianato, Cna, Claai e Casartigiani, che parlano di un fenomeno di abusivismo ormai diffuso anche sui social e chiedono controlli su tutta la filiera amministrativa e fiscale della piattaforma.
Per legge, ricordano le associazioni, parrucchieri ed estetiste possono lavorare solo in locali autorizzati e con specifici requisiti igienico-sanitari. Il servizio a domicilio sarebbe consentito solo in casi eccezionali, come una malattia del cliente o una cerimonia. Fuori da queste situazioni, secondo le associazioni, l’attività risulterebbe irregolare.
A firmare l’esposto anche Elisabetta Maccioni, presidente della categoria Acconciatura di Confartigianato Imprese Como: «Siamo contrari a qualsiasi forma di lavoro abusivo, perché sono in gioco requisiti igienico-sanitari essenziali per i clienti», ha spiegato. Per Maria Cristina Meroni, presidente Cna Benessere Lombardia Nord-Ovest, il nodo è anche economico, con un’attività regolare che per partire richiede circa 50 mila €, contro poche centinaia di euro per chi lavora in nero. L’esposto è stato inoltrato anche al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla Regione Lombardia, all’Ats di Milano, alla Camera di commercio e alla Polizia annonaria di Milano.