Como, nella spiaggia della tragedia controlli serrati e sirene della guardia costiera contro i tuffi

I mezzi della guardia costiera si muovono da sponda a sponda e non appena vedono qualcuno entrare in acqua accendono la sirena e si avvicinano per spiegare che non si può fare il bagno perché il lago in quella zona è pericoloso e rischioso per la salute e quindi non balneabile.  

A una settimana dall’ultima tragedia, in cui ha perso la vita Arwa Rfali, una bambina di 9 anni appena, l’area davanti al Tempio Voltiano è monitorata ma non per questo priva di bagnanti. Meno gente rispetto alle scorse settimane ma i teli stesi sulla sabbia anche oggi non mancavano e così le persone sdraiate al sole. Qualcuno aveva costume e capelli bagnati, a confermare che in acqua si erano immersi seppur subito richiamati dalle forze dell’ordine. Presenti anche famiglie con bambini. I controlli sono stati incrementati visto che i cartelli con le indicazioni in italiano e in altre 5 lingue non bastano, c’è chi sostiene anche che siano poco evidenti.

Il timore è che con la nuova ondata di caldo attesa per i prossimi giorni il copione possa ripetersi per questo le verifiche dentro e fuori dall’acqua continuano. Le barche della guardia costiera erano presenti nel primo bacino, si muovevano dalla spiaggetta sotto al museo dedicato ad Alessandro Volta a quella davanti a Villa Geno. In pochi istanti è stata azionata la sirena più volte, i mezzi si sono avvicinati alle rive, hanno allertato i presenti e li hanno messi al corrente dei rischi. Sarà possibile garantire questa presenza tutta l’estate? La domanda è inevitabile.

Ma non c’è soltanto la zona del Tempio Voltiano, che ormai anche le mappe online indicano come “Como Beach”, tutto il lago è pericoloso. L’ennesima drammatica dimostrazione arriva dal weekend appena trascorso con un turista olandese morto nelle acque davanti a Menaggio nelle quali era entrato per aiutare il figlio in difficoltà.

“Posso dire che le attività di controllo lacuale ci sono e sono aumentate – conferma il prefetto di Como, Corrado Conforto Galli che ben conosce la situazione – ma bisogna lavorare per informare e sensibilizzare di più sui pericoli. Fondamentali le azioni volte alla prevenzione. I flussi turistici crescenti e il grande caldo – aggiunge – hanno aumentato le riflessioni in atto allo scopo di rafforzare gli strumenti di comunicazione in particolare nei confronti dei visitatori stranieri. Un esempio – conclude – è l’utilizzo del giubbotto salvagente dove è possibile fare il bagno”.