Manca un mese e mezzo all’inizio della scuola, ma a Como il futuro della primaria Corridoni resta incerto. Sulla carta, in realtà, è tutto già scritto e non ci sarebbe alcun dubbio: il Tar ha confermato le decisioni del Comune e a settembre la scuola non riaprirà. Tra le famiglie però non mancano dubbi e perplessità, perché in molti hanno iscritto i loro figli proprio alla primaria di via Sinigaglia, sperando – o forse nella convinzione – che il Tar avrebbe accolto il loro ricorso. E al momento, invece, ancora non sanno dove saranno indirizzati.
Intanto però qualcosa si muove. Si è tenuta la riunione tra il provveditore e i vertici degli uffici scolastici. Un confronto per discutere la situazione della scuola Corridoni dopo che il sindaco Alessandro Rapinese, in consiglio comunale, ha confermato la chiusura del plesso dal prossimo settembre. In quell’occasione il primo cittadino comasco si era rivolto direttamente ai vertici scolastici e allo stesso provveditore precisando che “devono trovare le aule” per i bambini che dovranno lasciare via Sinigaglia. E ora sarà proprio il provveditore, Imerio Chiappa, a intervenire sulla questione.
Per le famiglie, che a breve depositeranno il ricorso al consiglio di Stato, l’obiettivo resta mantenere aperta la scuola a due passi dallo stadio cittadino. Ma manca poco più di un mese e il tempo vola. Mentre i genitori, e i giovani studenti, aspettano risposte certe. “È stata una giornata proficua. Siamo molto soddisfatti”, commenta il presidente del consiglio d’istituto Como Borgovico, Simone Molteni, dopo l’incontro tra provveditore e uffici scolastici. “Il Comune intanto – fa sapere ancora Molteni – ha informato le famiglie che per via del contenzioso in atto non è stato possibile intervenire alla scuola media Foscolo, dove – come da intenzioni comunali – sono previsti lavori di ampliamento e adeguamento, necessari per accogliere i bambini della Corridoni”. “Tuttavia – aggiunge – se i lavori non sono stati eseguiti e se non saranno realizzati nell’arco di un mese, è difficile immaginare che gli studenti della Corridoni possano essere iscritti alla Foscolo”.
Anche per la preside Grazia Miccolis è stata una “riunione proficua”, utile per fare il punto della situazione e chiarire le competenze di ognuno. Insomma, il cerchio sembra stringersi, ma se da un lato le famiglie difendono la Corridoni, dall’altro l’amministrazione comunale resta ferma sui suoi passi. Un braccio di ferro infinito, dove a risentirne sono prima di tutto i giovani alunni che tra un mese e mezzo avranno di nuovo lo zaino in spalla, carico di libri, quaderni, sogni e speranze.


