Bottiglie rotte, chiodi, sassi e una scritta offensiva lasciati ieri mattina davanti a casa del sindaco. È quanto ha trovato il primo cittadino di Centro Valle Intelvi, Mario Pozzi, all’ingresso della propria abitazione a San Fedele Intelvi, in provincia di Como. Un gesto che il sindaco definisce senza precedenti nei suoi anni da amministratore, e sul quale indagano i carabinieri.
La villetta a schiera, dove il sindaco vive con la moglie, è stata presa di mira nella notte. Danneggiata anche l’entrata del quartiere residenziale, con una scritta ingiuriosa lasciata bene in vista. Gli autori del gesto avrebbero anche coperto con un sacco nero un rilevatore di velocità installato in zona, scambiandolo probabilmente per una telecamera di sorveglianza. Pozzi ha sporto denuncia contro ignoti e ha sentito anche la guardia di finanza, mentre il prefetto è stato informato ed è al lavoro per risalire ai responsabili.
Il sindaco, raggiunto da Etv, si dice convinto di avere più amici che nemici sul territorio e racconta di aver sempre lavorato per tutelare la propria comunità. Quello che lo ha colpito di più, spiega, è che gli autori del gesto si siano presentati davanti a un’abitazione privata. Nonostante lo spavento, Pozzi assicura di non volersi fermare e di voler continuare a occuparsi delle questioni aperte in Val d’Intelvi, a partire dalla sanità, con il progetto della casa di comunità, e dei temi legati alla sicurezza del territorio, tra cui lo spaccio di stupefacenti.
Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo, che ha espresso solidarietà a Pozzi. “Un gesto codardo che non ha nulla a che fare con la vita civile e democratica” ha detto Russo, ricordando l’impegno del sindaco al servizio del territorio da molti anni. Russo si è detto certo che le forze dell’ordine individueranno presto i responsabili, e che Pozzi non si lascerà intimidire.


