Dai bollini agli Ncc, rivoluzione dei posti barca a Como. Approvato il nuovo regolamento, Rapinese: “Ciaone ai buttadentro”

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Rivoluzione dei posti barca a Como. Palazzo Cernezzi al lavoro per proteggere il lago e regolamentare l’uso – talvolta indiscriminato – delle sue acque. È stato approvato in consiglio comunale con i voti della lista Rapinese Sindaco il nuovo regolamento per i porti comunali gestiti da Csu. Ed è proprio il sindaco a spiegare le principali novità. L’obiettivo, precisa Rapinese, è “normare nella maniera più opportuna l’uso del lago e delle imbarcazioni”, evitando di “speculare su un bene demaniale” e garantendo massima “trasparenza nell’uso delle risorse”. Per questo, spiega ancora il primo cittadino comasco, è prevista una “totale rigidità delle regole”, per permettere a Csu – Como Servizi Urbani – di poter lavorare senza ostacoli o impedimenti. “È stato un parto molto complesso, ma da oggi è tutto chiaro”, commenta Rapinese. D’ora in avanti, ed è questa la chiave di volta del nuovo regolamento, la concessione del posto barca non sarà più legata al natante ma all’uso che ne viene fatto, quindi privato o commerciale. Un uso che dovrà restare tale per tutto il periodo della concessione. E la barca non può essere sostituita. Una rivoluzione non di poco conto se si considera il valore di un posto barca, che è sempre più ambito. Niente furbate, insomma, ma la volontà di far rispettare le regole e tutelare il Lago di Como.

Il posto barca viene concesso dal Comune di Como tramite gara e, a seconda dell’uso, ci sarà uno specifico bollino. Per intenderci, se la barca viene usata soltanto con la famiglia, si avrà un determinato bollino. Se invece se ne farà un uso commerciale, si dovrà comunicare l’uscita all’Agenzia delle Entrate e si avrà un altro bollino. Un modo, spiega ancora il primo cittadino, per facilitare eventuali verifiche della guardia di finanza.

Nel nuovo regolamento c’è spazio anche per gli Ncc, cioè l’operatore del noleggio con conducente, che “è autorizzato e per la prima volta – dice Rapinese – viene inglobato nel sistema portuale di Como”. Ulteriore stretta, infine, per gli ormai famosi buttadentro.

“Abbiamo esigenze diverse rispetto agli altri laghi lombardi – precisa ancora Rapinese – che hanno bisogno di rinforzare la dinamica commerciale. Noi dobbiamo invece contenerla. Per questo la legge regionale con il Lago di Como non è di aiuto. Csu è molto soddisfatta del lavoro che abbiamo svolto e non vede l’ora di utilizzare il nuovo regolamento tra 15 giorni”. Il sindaco si è detto “molto sereno” e spiega che, oltre al vaglio comunale, c’è stata una valutazione “gerarchicamente superiore”, quella di Regione Lombardia, che Rapinese ha ringraziato per l’aiuto.