È periodo di vacanze e tra le mete più gettonate, per i comaschi e non solo, c’è come sempre la vicina Spagna. La Spagna piace per il suo clima, per l’atmosfera di festa, per la sua cucina, il suo mare e le città d’arte. Ma ora esplode la tensione sui migranti, è crisi tra Italia e Spagna e scattano i controlli alle frontiere. Intanto il rischio di una nuova escalation a Ceuta, nei prossimi giorni, sembra farsi più concreto. Resta da capire cosa cambia per i turisti – in larga parte anche comaschi – diretti nel Paese iberico. Ma andiamo con ordine.
Dal primo agosto l’Italia ha ripristinato i controlli di frontiera nei collegamenti aerei e marittimi con la Spagna. Ora fa lo stesso il Governo di Madrid. Si è parlato di “sospensione di Schengen”, ma nel concreto per la maggioranza dei viaggiatori, italiani e spagnoli, non cambia nulla. Non è previsto un vero e proprio blocco, ma per alcuni passeggeri scattano i controlli agli aeroporti, tra cui quelli di Malpensa e Linate.
La misura nasce dalla crisi migratoria di Ceuta, l’exclave spagnola in Nord Africa dove giovedì 30 luglio, nel giro di poche ore, 50mila migranti hanno raggiunto la costa a nuoto. Una traversata che ha causato 84 vittime, mentre 48.300 persone sono già tornate in Marocco. L’indomani il governo Meloni ha annunciato il ripristino dei controlli di frontiera con la Spagna.
“Una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee”, commenta il ministro degli steri Antonio Tajani, che l’ha definita “una misura prevista dai trattati”. Dopo il 15 agosto, ha fatto sapere il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, verranno valutate le condizioni per la revoca della misura. Nel frattempo la Spagna passa al “contrattaccato”, imponendo controlli alle frontiere per chi arriva dall’Italia.
In sintesi, i voli e i collegamenti marittimi tra Italia e Spagna funzionano regolarmente. Nessun impatto in Italia per i flussi in entrata e in uscita. Il ripristino dei controlli con la Spagna riguarda soltanto i cittadini extra Unione europea. Buone notizie, quindi, per i comaschi di ritorno da qualche giorno di vacanza in Spagna. Per i cittadini italiani, spagnoli e degli altri Paesi Ue non cambia nulla: possono continuare a viaggiare senza ulteriori controlli.
Restano gli stessi anche i requisiti di ingresso in Spagna: serve il passaporto o la carta di identità. I controlli straordinari valgono soltanto per i cittadini provenienti da paesi extraeuropei. Nel caso dei cittadini di Paesi terzi sarà necessario il passaporto e il visto con permesso di soggiorno. Se dal punto di vista formale non ci sono novità sostanziali, dal punto di vista pratico i tempi di sbarco e controllo documenti potrebbero allungarsi.
Le misure spagnole sono state estese a sette scali, Barcellona, Madrid, Malaga, Siviglia, Bilbao, Alicante e Valencia, a cui si aggiungeranno gli scali delle Isole Baleari e delle Canarie. Le autorità spagnole potranno scegliere se selezionare a campione un volo e controllare tutti i passeggeri a bordo oppure soltanto alcune persone. Le verifiche saranno effettuate nel tunnel di imbarco che collega l’aereo al terminal o sulla pista, subito dopo essere scesi dall’aereo. Gli inconvenienti però non sono da escludere se si considera l’elevato numero di italiani che, anche quest’anno, ha scelto di godersi l’estate in Spagna. Come elevato è l’afflusso dei turisti spagnoli in Italia.


