“Una scelta che riteniamo assurda sotto il profilo ecologico”: gli esponenti del Circolo Legambiente “Angelo Vassallo” di Como intervengono sulle nuove norme decise dalla giunta che regolano la Ztl del capoluogo, in particolare sulla stretta che riguarda la circolazione delle biciclette, vietata in diverse vie del centro storico. Le bici, così come i monopattini, dovranno essere condotte soltanto a mano in una parte della città. Per il sindaco Rapinese la priorità resta l’incolumità dei pedoni.
“Comprendiamo la necessità di garantire sicurezza e una civile convivenza nelle strette vie del centro, sempre più affollate, – dichiarano gli ambientalisti – così come siamo consapevoli dei problemi causati da alcune biciclette elettriche utilizzate per il servizio di delivery, spesso condotte a velocità eccessiva e pericolosa. Ma, come troppo spesso accade, invece di individuare soluzioni mirate, si è preferito scegliere la strada più semplice: un divieto generalizzato, senza una visione o una strategia di lungo periodo. In una città soffocata dal traffico, – continuano – la bicicletta deve essere considerata parte della soluzione, non del problema. È un modo semplice, economico e accessibile per consentire ai cittadini di spostarsi in città senza usare la macchina”.
Secondo gli esponenti di Legambiente, la mobilità sostenibile non è mai stata una vera priorità a Como. “Oggi, – dicono – si compie un ulteriore passo indietro, arrivando addirittura a penalizzare chi ha scelto un mezzo di trasporto ecologico”.
“Como si sta progressivamente svuotando. – è la riflessione degli ambientalisti – Il centro storico perde residenti e la città sembra trasformarsi sempre più in un luogo da visitare piuttosto che in un luogo in cui vivere. Ma una città può davvero esistere soltanto grazie a vetrine, ristoranti, hotel e affitti brevi? – si chiedono – Può ridursi a essere lo sfondo perfetto per una fotografia sui social? Una città è molto di più. È fatta di famiglie, di persone che si spostano ogni giorno per lavorare, fare la spesa o semplicemente vivere il proprio quartiere. Quando tutto questo si perde, si perde anche il senso di comunità. Como sta lentamente perdendo quella dimensione di città a misura d’uomo che la rendeva un posto bello in cui vivere. Rischia di diventare una splendida cartolina: perfetta per chi si ferma qualche ora, sempre meno accogliente per chi la abita tutto l’anno. Per questo la scelta di limitare le biciclette non è soltanto una questione di mobilità. – concludono gli esponenti di Legambiente Como – È il simbolo di una visione della città che mette in secondo piano le esigenze dei residenti rispetto a quelle dell’immagine e del turismo”.
Ztl, Legambiente contro la stretta sulle bici. “Scelta assurda. In secondo piano le esigenze dei residenti”



