Limitazioni alle bici, non solo Como: le restrizioni in altre note località italiane ed europee

Pedalare in centro diventa sempre più difficile. Con l’ultimo provvedimento che limita bici e monopattini nella ZTL, Como entra a far parte di un gruppo sempre più numeroso: quello delle città che stanno mettendo un freno alle due ruote nelle zone a maggiore vocazione turistica.

Il motivo di fondo è quasi sempre lo stesso: tutelare i pedoni, proteggere i monumenti e gestire l’imponente flusso di visitatori.

I casi limite: stop totale a Venezia e Capri

I casi più rigidi si registrano a Venezia e Capri. Nessuno è severo come la Serenissima: nel centro storico le biciclette non si possono né pedalare né condurre a mano. L’unica eccezione è il breve tratto di collegamento tra la stazione di Santa Lucia e Piazzale Roma.

Sull’isola di Capri la regola è del tutto simile: nel nucleo pedonale e tra i vicoletti bici tradizionali ed elettriche sono vietate. Si salvano soltanto le tre arterie principali fuori dal centro.

Bici a mano: dai centri storici alle mete del turismo

Spesso il compromesso è l’obbligo di scendere di sella. Succede in diverse celebri località dell’Adriatico, come Miramare di Rimini, viale Ceccarini a Riccione e il centralissimo Corso 2 Giugno a Senigallia.

Stesso discorso per chi vuole attraversare il Ponte Vecchio a Firenze, Piazza del Campo e le vie limitrofe a Siena, mentre a Matera l’obbligo di procedere a piedi scatta nei momenti di maggiore affluenza turistica. Palermo ha dal canto suo blindato i principali assi del centro storico.

Anche su un altro lago, quello di Garda, le restrizioni sono ormai la norma: Sirmione, Desenzano e Salò hanno introdotto limitazioni — con modalità differenti da comune a comune — per i lungolago e le vie dei rispettivi centri storici. Altrove i divieti partono a intermittenza: a Lucca, per esempio, le strette scattano in occasione dei grandi eventi come il Comics.

Quella di porre freni alle due ruote è una tendenza diffusa anche all’estero. A Praga è off-limits il Ponte Carlo, mentre a Dubrovnik non si circola all’interno della cerchia muraria.

Persino nelle capitali del Nord Europa, da sempre simbolo di mobilità attiva come Copenaghen e Stoccolma, è vietato pedalare nelle aree pedonali e commerciali del centro. Una scelta condivisa da Bruxelles, mentre a Londra la celebre Oxford Street — tra le vie dello shopping più famose al mondo — viene chiusa alle bici in presenza di forte afflusso.

Infine la vicina Svizzera: a Berna e Basilea la mobilità attiva viene fortemente incentivata, ma nelle vie più centrali della città la sella resta comunque vietata.