Dopo settimane in cui dal sindaco di Como arrivavano aggiornamenti esclusivamente via social e mai una comunicazione ufficiale, ora il primo cittadino Alessandro Rapinese fa chiarezza e torna a parlare della tanto discussa nuova zona a traffico limitato. Dopo la stretta sulle bici, da condurre a mano in una parte del centro storico, c’è chi parla di vendetta personale per l’incidente che ha coinvolto in prima persona il sindaco, ma vale la pena precisare che l’amministrazione comunale era già al lavoro per rivoluzionare la Ztl in città.
Nuova Ztl di Como, dopo le critiche arriva la risposta di Rapinese
“Non è una misura ad personam, perché vale per tutti. È un provvedimento universale”, precisa Rapinese che poi aggiunge: “Il sindaco è stato falciato da una bici elettrica e anche il sindaco è un cittadino. Quindi deduco che se succede al sindaco non si può fare, se fosse successo a un bambino, che magari si sarebbe rotto un femore o peggio, allora andava fatto. Siamo alla totale follia. Evidentemente in questo periodo a Como il caldo ha creato più problemi che altrove. Fortunatamente hanno colpito me e non un’anziana signora che magari non si sarebbe mai più ripresa. Contento di essermi sacrificato”.
Le polemiche non sono mancate, tra voci di comaschi furiosi, opposizioni all’attacco e manifestazioni già fissate per le prossime settimane. Una rivoluzione che è diventata un caso nazionale ed è arrivata persino sulle pagine della stampa internazionale. Ma a chi lo critica per le nuove limitazioni introdotte, Rapinese risponde senza troppi giri di parole.
“Mi piacerebbe contare i cittadini che questa stretta non la digeriscono – replica il sindaco – Francamente – precisa – mi sembra un provvedimento normalissimo, come avviene in centinaia di altre città italiane. Semplicemente è quella costante mancata accettazione della mia vittoria che ad alcuni sta facendo venire il sangue marcio, ma si rendono ridicoli. A Cantù, per esempio, il centrodestra che ha tanto criticato la nuova Ztl di Como, c’è una zona in cui le biciclette vanno a mano. È solo perché mi chiamo Rapinese, tutto il resto è noia. Ribadisco: è uno strumento di tutela per i pedoni, in alcune vie del centro interessate dalla zona a traffico limitato”.
Stretta sulle consegna, la replica del sindaco
Spazio anche alla stretta sulla consegna delle merci alle attività del centro, possibile esclusivamente dalle 6 alle 11. Tra i commercianti però c’è chi non ci sta. Per alcuni, infatti, la misura è considerata penalizzante soprattutto per chi arriva da fuori città. Basta rimanere bloccati nel traffico per non rientrare nei tempi. C’è chi parla di provvedimento “troppo restrittivo” e teme ripercussioni concrete. Tra i commercianti c’è anche chi preferisce non nasconde difficoltà organizzative e logistiche e parla di “provvedimento calato dall’alto”, auspicando un confronto con l’amministrazione comunale per provare a soddisfare le esigenze di tutti.
“Più guardiamo questo provvedimento, più ci rendiamo conto che forse abbiamo lasciato troppe ore. Siamo tra le città più generose lasciando 5 ore di tempo per la consegna delle merci – replica il sindaco Rapinese – È una mancata abitudine alle regole e a un’amministrazione presente. A Como – conclude – sembra tutto impossibile, ma basta uscire per capire che è tutto assolutamente normale”


