Spazi pronti in via Fiume per accogliere i bambini della Corridoni: lo spiega il sindaco di Como, Alessandro Rapinese. È stato un sabato di lavori alla primaria Venini, dove lo sgombero delle aule è ufficialmente iniziato. Tecnici e operatori del Comune di Como hanno liberato le aule attualmente in disuso, di fatto inutilizzate, ma con vecchio materiale all’interno che deve essere sgomberato. Presente e operativo anche il sindaco Rapinese.
Ora alla scuola elementare di via Fiume, ribadisce il sindaco, è tutto pronto. L’appello del primo cittadino è quindi rivolto alla preside dell’istituto comprensivo Como-Borgovico, Grazia Miccolis. “È una scuola enorme, con molte aule libere. L’avevamo indicata tra le scuole alternative alla Corridoni. Si può trasferire tutta la scuola per intero e ancora ci sarebbero aule vuote. Mi sembra anche un ottimo uso di beni pubblici. Abbiamo dato massima disponibilità alla dirigente scolastica, che dallo scorso ottobre sa che la scuola di via Sinigaglia è chiusa per legge. È ora di smettere di far finta che quella legge non ci sia stata. È democrazia: era stata assunta una decisione non solo dal Comune di Como e dal consiglio provinciale, ma anche dalla giunta regionale con la delibera di ottobre 2025“.
Insomma, l’appello è chiaro:la scuola di via Fiume sarebbe pronta ad accogliere tutti gli alunni della Corridoni, senza dividerli, come chiesto da docenti, famiglie e anche dal provveditorato. Se dalla Corridoni, invece, le intenzioni fossero cambiate – aggiunge Rapinese – restano a disposizione “tre aule in via Perti, per cui hanno tanto lottato affinché rimanesse aperta, e due a Tavernola”. I lavori di questa mattina, in particolare, riguardano il secondo e terzo piano dell’istituto di via Fiume, che accoglierebbero i bambini di via Sinigaglia. Non mancherebbero però alcune criticità, segnalate anche dall’ufficio scolastico regionale. Problematiche che però non preoccupano il sindaco Rapinese. L’ascensore, spiega, è già stato riparato e le infiltrazioni possono essere risolte, o almeno tamponate, in tempi brevi. “Abbiamo individuato nuove tecniche che possono tamponare in attesa di interventi definitivi. Siamo anche già stati sul tetto. La tecnica adottata a Sagnino, in via Mognano, sulla palestra, mi dicono che qui potrebbe performare molto di più. Sotto il profilo delle infiltrazioni, la situazione è sotto controllo. Certo, non è una scuola moderna – aggiunge – ma è messa molto meglio di altre scuole dove nessuno si lamenta”.
Il sindaco è stato chiaro: dal 14 settembre la Venini è pronta ad accogliere anche i bambini della Corridoni. Ed è arrivata una replica anche ai genitori che si sono rivolti al ministro. Ministro che, per altro, sarebbe già stato avvisato dell’agibilità della scuola di via Fiume. “È lo stesso ministro che ha visto chiudere 1200 scuole. Nell’unico Comune dove non governano i partiti si muovono i ministri per una normale chiusura, quando in Italia se ne chiudono migliaia. Se il ministro avesse voluto questa mattina venire a dare una mano, lo avremmo apprezzato”, commenta Rapinese. E ancora: “Ora la palla passa nelle mani della dirigente scolastica della ex primaria di via Sinigaglia. Se vuole collaborare, basta che mi dice quando possiamo andare a prendere i banchi in via Sinigaglia e portarli in via Fiume. Noi siamo pronti“. Studenti della Venini e alunni della Corridoni, di fatto, si troverebbero nello stesso plesso, ma adeguatamente diviso: i bambini della Venini entreranno da via Cetti, quelli della Corridoni useranno invece l’ingresso di via Fiume.
E intanto il sindaco annuncia nuove chiusure: “Il processo di razionalizzazione – dice – sta andando avanti”.


