I lavori alla scuola di via Fiume per accelerare il trasloco dei bambini della Corridoni scatenano l’immediata reazione dei partiti di opposizione contro il sindaco di Como Alessandro Rapinese. Dure critiche pressoché unanimi, oltre alla richiesta di tornare sui suoi passi.
“In fretta e furia, un sabato mattina, a distanza di tre giorni dall’inizio dell’anno scolastico, il sindaco decide di risolvere alla sua maniera il delicato problema delle scuole comunali – dice per Svolta Civica Vittorio Nessi – Questo è il modo con cui Rapinese programma uno dei temi più significativi della sua amministrazione. Gli scolari e le famiglie non possono essere trattati come pacchi gettati all’ultimo momento e alla rinfusa su un camion del Comune”.
“Le immagini delle attrezzature scolastiche di via Fiume, nel blitz con cui l’amministrazione sta allestendo gli spazi per i 200 alunni della Corridoni, dicono tanto, se non tutto: fretta, pressappochismo, arroganza, aggressività – attaccano Daniele Valsecchi, segretario cittadino del PD e il referente scuole Francesco Finizio – Il sindaco che prometteva attenzione alle piccole cose si trova ormai a buttare là tutto, giusto per fare vedere che fa, che non si ferma davanti a nulla, senza alcun interesse verso il sistema educativo”. “Chiediamo ancora una volta a giunta, consiglieri di maggioranza, dirigenti, di intervenire per fermare questa insensata deriva e di prendersi la responsabilità di seguire il bene comune – aggiungono i dem – La scuola comasca merita rispetto, ascolto e visione strategica, non colpi di mano estivi degni della peggiore gestione padronale”.
“Le immagini che giungono da via Fiume sono emblematiche – le parole di Alessandro Nardone, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – Non per Rapinese impegnato a spostare armadi, ma perché dietro quegli armadi ci sono circa duecento bambini ai quali, a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, viene chiusa la scuola”. “C’è il trauma per i bambini – aggiunge – Ci sono centinaia di famiglie costrette a riorganizzare dall’oggi al domani la propria quotidianità. C’è da capire come e dove verranno sostituiti gli spazi destinati alle attività di sostegno e ai laboratori. C’è il problema della viabilità di via Fiume. E c’è un intero quartiere che viene privato di uno dei suoi presidi più importanti. Una scuola non è un edificio nel quale spostare banchi e armadi, ma una comunità: è fatta di bambini, insegnanti, famiglie, relazioni, abitudini costruite negli anni e di un legame con il quartiere che la ospita”.


