“Da mamma, cittadina ed ex insegnante, prima ancora che da consigliere comunale, non posso più tollerare il modo in cui questa amministrazione sta gestendo il futuro della scuola primaria Corridoni di Como, dimostrando una totale mancanza di rispetto per il corpo docente, i genitori e i piccoli alunni. Ci tengo a precisare che non muovo questa critica per un interesse personale, dato che i miei figli frequentano altri istituti, ma per un profondo senso di responsabilità verso la nostra comunità”. Sono le parole di Paola Ceriello, dallo scorso marzo consigliere comunale di Forza Italia, ma eletta nel 2022 con la Lista Rapinese.
“In pochissimo tempo – spiega Ceriello – la Corridoni è passata dall’essere considerata l’alternativa più sicura dove trasferire i bambini di via Perti, a essere bollata come una scuola ‘marcia’ da chiudere all’istante. Una decisione repentina e folle, dettata dalla volontà di fare spazio a un autosilo a servizio dello stadio, nonostante il tanto sbandierato calo delle iscrizioni non si sia mai verificato. Il piano originario per il ricollocamento dei bambini prevedeva la divisione in tre diversi plessi: la Foscolo (dopo lavori di adeguamento mai partiti), la stessa via Perti (che l’amministrazione voleva chiudere per gravi danni strutturali) e Tavernola. Alla fine, con un colpo di mano di fine agosto, a pochi giorni dal ritorno in classe, si è deciso di mandare tutti in via Fiume”.
La consigliera di Forza Italia analizza poi i disagi logistici causati da quest’ultima scelta: a partire dalla distanza e dalla necessità per le famiglie di attraversare la città cosa che – come spiega la consigliera – priva i bambini delle classi terze, quarte e quinte della preziosa possibilità di andare a scuola a piedi da soli, un traguardo di autonomia fondamentale.
Ceriello attacca poi duramente i metodi del primo cittadino: “La totale assenza di programmazione è culminata nel surreale spettacolo di un sabato di fine agosto. Il Sindaco si è rimboccato le maniche e, nonostante abbia dichiarato in radio che la legge non gli consentirebbe di intervenire fisicamente, si è messo a svuotare le aule, facendo lanciare gli arredi comunali dalle finestre nel disperato tentativo di rendere lo stabile agibile per il giorno successivo. Una scena di pura follia gestionale, priva di logica e sicurezza”.
“La decisione – conclude l’esponente azzurra che in passato aveva creduto nel progetto di Rapinese – non tiene conto di variabili cruciali. Durante un meeting aziendale in passato, sentii dire dal Direttore Generale che ‘una mala gestione è peggio di una non gestione’: oggi, davanti a questo caos, il significato di quelle parole mi è purtroppo chiarissimo. Per il bene di Como, dei bambini e delle famiglie, mi auguro di cuore che questo trasferimento non sia definitivo e che si torni subito sui propri passi”.



