E’ un coro di critiche e accuse quello che si solleva dopo le notizie arrivate Consiglio di Stato in merito alla primaria “Corridoni”. Trasferimento sospeso e verdetto finale il 15 settembre dopo una serie di approfondimenti sull’edificio indicato per lo spostamento dei bambini e cioè la scuola di via Fiume.
Accoglie con soddisfazione l’ordinanza il consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Sergio Gaddi che solo qualche ora prima aveva postato sui social un video sulla vicenda, alla luce delle immagini relative al sopralluogo alla “Venini”.
“Gioisco della sentenza del Consiglio di Stato e confido che l’ufficio scolastico regionale confermi i pareri contrari al trasferimento già espressi. Ma – aggiunge – la vera domanda è quale sia l’interesse pubblico, non privato, che porta ad abbattere una scuola perfettamente funzionante per farne un autosilo nel posto più bello della città. Perchè questa fretta irrazionale a pochi giorni dall’inizio della scuola, cosa c’è dietro, qual è il vero disegno del sindaco?”.
Non si discostano molto le domande della Lega che arrivano da Elena Negretti (Capogruppo in Consiglio Comunale a Como) e Paolo Muttoni (Coordinatore provinciale della Lega Giovani Cumasch). “Rapinese voleva sradicare i bambini dalla scuola di via Sinigaglia per spostarli nel plesso di via Fiume, una decisione dell’ultimo minuto, improvvisata e in una struttura fatiscente. Come mai – si chiedono – questa fretta assurda di sgomberare la scuola? Cosa si nasconde dietro questa urgenza? Quando Rapinese era in minoranza, chiedeva le dimissioni del Sindaco in carica per molto meno. Ci aspettiamo coerenza.”
“Non si può decidere la chiusura di una scuola senza avere prima individuato e verificato concretamente una soluzione alternativa – dice il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari – questa non è programmazione. È improvvisazione. Ho mantenuto costantemente il confronto con il Sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti e lavorato affinché le criticità venissero portate all’attenzione delle istituzioni scolastiche regionali e del Ministero”. Dal partito di Giorgia Meloni interviene anche il segretario cittadino, Alessandro Nardone: “Adesso aspettiamo gli accertamenti richiesti, con l’auspicio che confermino quanto già evidenziato dall’Ufficio scolastico regionale e che si arrivi al risultato per il quale tante famiglie si stanno battendo da settimane: riaprire la Corridoni e restituirla ai suoi bambini. Rimane però l’ennesima situazione di conflitto che Como avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi”.
L’ex assessore Bruno Magatti da Civitas riferendosi alle scelte portate avanti dalla giunta parla di “decisione non programmata, assurda e talmente unilaterale da suscitare l’opposizione corale” e poi aggiunge: “Conosciamo questo sindaco e non ci aspettavamo passi indietro. Ma questi passi li possono fare coloro che siedono nei banchi della maggioranza”.
Riferendosi alle condizioni degli spazi di via Fiume il Pd aggiunge: “Tutta la maggioranza è responsabile di questa vergogna, a cominciare evidentemente dall’assessore alle politiche educative, Nicoletta Roperto, nonché vicesindaca, che continua a trincerarsi dietro un silenzio e una assenza assordante e colpevole. Per questo si chiedono le sue immediate dimissioni” scrivono Daniele Valsecchi e Francesco Finizio rispettivamente segretario cittadino e referente scuole dei dem comaschi.
“Quando ci battevamo per difendere le scuole del centro, Rapinese dichiarò che “i genitori pappemolli barattano la sicurezza dei propri figli per la comodità”. Oggi tocca a noi chiedere al Sindaco se stia barattando la sicurezza dei nostri figli – stavolta reale, non presunta – per le proprie ripicche personali o, peggio, per finalità che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico”. Attaccano i vertici dell’associazione culturale Nova Como Vincenzo Falanga e Teresa Minniti.


