“Caso Corridoni”, bisogna aspettare. Attesa per il verdetto del Consiglio di Stato

Bisogna aspettare ancora. Il pronunciamento del Consiglio di Stato che – in un modo o nell’altro – metterà un punto fermo per le famiglie della primaria “Corridoni” destinata alla chiusura, atteso per oggi, non è arrivato. Da quanto si apprende da diverse fonti il verdetto potrebbe slittare a domani. Il tempo stringe e genitori, alunni, docenti e personale scolastico restano nell’incertezza. Sabato scorso, in fretta e furia, il Comune di Como ha avviato lo sgombero alla scuola di via Fiume, ad oggi indicata come sede alternativa per i bambini di via Sinigaglia. Tecnici e operatori di Palazzo Cernezzi oltre al sindaco Alessandro Rapinese hanno lavorato per liberare le aule in disuso che saranno riutilizzate per i nuovi studenti. I lavori sono stati avviati nonostante i dubbi e le criticità sollevati dall’Ufficio scolastico regionale.

Sul fronte politico il dibattito è incandescente. Pd e Forza Italia hanno depositato due interrogazioni al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, peraltro già intervenuto sulla questione.

L’ultimo attacco alla decisione della giunta comunale arriva da Paola Ceriello, dallo scorso marzo consigliere comunale di Forza Italia, ma eletta nel 2022 proprio con la Lista Rapinese.  

“Da mamma, cittadina ed ex insegnante, prima ancora che da consigliere comunale, non posso più tollerare il modo in cui questa amministrazione sta gestendo il futuro della scuola primaria Corridoni di Como – dice – dimostrando una totale mancanza di rispetto per il corpo docente, i genitori e i piccoli alunni”.

“In pochissimo tempo – spiega Ceriello – la Corridoni è passata dall’essere considerata l’alternativa più sicura dove trasferire i bambini di via Perti, a essere bollata come una scuola ‘marcia’ da chiudere all’istante. Una decisione repentina e folle, dettata dalla volontà di fare spazio a un autosilo a servizio dello stadio, nonostante il tanto sbandierato calo delle iscrizioni non si sia mai verificato. Il piano originario per il ricollocamento dei bambini – ricorda Ceriello – prevedeva la divisione in tre diversi plessi: la Foscolo (dopo lavori di adeguamento mai partiti), la stessa via Perti (che l’amministrazione voleva chiudere per gravi danni strutturali) e Tavernola. Alla fine, con un colpo di mano di fine agosto, a pochi giorni dal ritorno in classe, si è deciso di mandare tutti in via Fiume”.

La consigliera di Forza Italia analizza poi i non trascurabili disagi logistici causati da quest’ultima scelta: a partire dalla distanza e dalla necessità per le famiglie di attraversare la città andando a congestionare le poche strade attorno alla primaria “Venini”.