Passeggiava in via Cadorna, nel pomeriggio, in centro Como, quando è stata accerchiata all’improvviso da tre giovani che si sono avvicinati a lei di corsa e le hanno strappato la collana d’oro che portava al collo, prima di fuggire. La vittima, una pensionata comasca di 87 anni, nonostante lo shock ha chiamato immediatamente il numero di emergenza 112. I poliziotti, intervenuti subito, grazie anche a un testimone hanno individuato e arrestato i sospettati, tre egiziani di 23, 28 e 29 anni, accusati di furto con strappo.
Il colpo è stato messo a segno alle 18 di ieri. La pensionata era da sola a piedi in via Cadorna. All’altezza di un attraversamento pedonale ha visto tre ragazzi correre verso di lei. Dopo averla raggiunta, in pochi istanti uno di loro ha strappato la collana alla pensionata e tutti sono poi fuggii in direzione del centro città, verso Piazza Vittoria.
La centrale operativa della questura ha inviato subito gli agenti. I poliziotti hanno subito aiutato l’anziana e ascoltato il suo racconto, oltre a quello di un testimone che aveva visto i tre entrare in azione e ha fornito una descrizione precisa dei malviventi e della loro direzione di fuga.
Le volanti hanno avviato le ricerche e hanno individuato e bloccato i tre sospettati in viale Varese. I giovani hanno provato a reagire per evitare di essere controllati. Gli agenti hanno accertato che nascondevano anche alcuni coltelli e li hanno portati in questura. Il 29enne ha cercato di divincolarsi e di colpire con calci e pugni i poliziotti, che lo hanno comunque bloccato.
Durante gli accertamenti sono emersi precedenti di polizia dei tre. Tutti sono stati arrestati per furto con strappo in concorso e denunciati a piede libero per porto abusivo di armi. Il 29enne è stato accusato anche di resistenza e danneggiamento. La collana abbandonata dai malviventi durante la fuga, è stata recuperata dagli agenti e restituita alla pensionata.
Al termine del processo con rito direttissimo, il giudice Valeria Costi ha disposto la custodia cautelare in carcere dei tre egiziani, evidenziando la pericolosità dei tre arrestati e il rischio di reiterazione del reato, oltre all’impossibilità di concedere i domiciliari perché i tre egiziani risultano senza fissa dimora. In aula, i tre fermati avrebbero inoltre minacciato e insultato una poliziotta alla presenza anche del pubblico ministero, che ha segnalato il loro comportamento perché fosse messo a verbale negli atti del processo. I tre sono stati portati in cella al Bassone.


