Como, agli asili Raschi e Ponte Chiasso erbacce e sporcizia. Al nido Caravella il personale comunale

Se non sono le scuole elementari, sono gli asili: dopo le polemiche (solo silenti ma non ancora placate) per il possibile trasferimento dei bambini della Corridoni alla Venini di via Fiume, è il turno delle scuole dell’infanzia Raschi e Ponte Chiasso, ma non solo. A sollevare il caso è il Pd di Como e la razionalizzazione questa volta non c’entra. “L’anno scolastico scatta tra incuria e problematiche”, scrivono in una nota Francesco Finizio, referente scuole, e il consigliere comunale Stefano Legnani.

“Nemmeno le cose minime vengono fatte quando si parla di scuole e luoghi idonei per i più piccoli. Nei primi giorni di scuola dell’infanzia – aggiungono – i genitori segnalano diffuse situazioni di abbandono che colpiscono i servizi educativi e il verde pubblico nei plessi scolastici”. Nel mirino degli esponenti dem c’è proprio l’asilo a pochi passi dal centro città, che – dicono – presenta “giardini sporchi, erba alta, con l’ex nido Magnolia – confinante con la Raschi – trasformato in un deposito di rifiuti e un grande albero pericolosamente transennato”.  Occhi puntati anche sull’infanzia di Ponte Chiasso, dove – si legge nella nota – “alcuni genitori riferiscono la presenza di betulle morte, potenzialmente a rischio crollo”.

Insomma, una situazione di incuria che certo poco si addice a una città cartolina come Como, ma che soprattutto potrebbe costituire un pericolo per i più piccoli. Da qui le critiche degli esponenti del Pd rivolte direttamente all’amministrazione comunale. “I mesi estivi dovevano servire per programmare la manutenzione del verde e la pulizia degli spazi comuni: ciò non è stato fatto”, commentano Legnani e Finizio. “Gli assessori alle Politiche educative e sociali, Nicoletta Roperto, e al Verde, Chiara Bodero Maccabeo – proseguono – escano dai loro uffici, vadano a verificare lo stato delle scuole e chiedano scusa alle famiglie di Como per non avere tempestivamente provveduto a programmare la ripartenza dei plessi, lasciando che l’inizio dell’anno scolastico venisse caratterizzato da sporcizia, desolazione e, quantomeno, sensazione di pericolo”. E le immagini, effettivamente, parlano da sole.

Spazio poi al nido Caravella di via Giussani, nel quartiere di Rebbio. Il Comune di Como negli scorsi mesi ha approvato la riorganizzazione del servizio dei nidi con l’apertura agli enti del Terzo settore. Non mancherebbero però i problemi. Lo segnalano i consiglieri comunali del Pd Patrizia Lissi ed Eleonora Galli. “Il Comune ha cacciato dalla porta un problema che non c’era per poi farlo rientrare dalla finestra”, scrivono in una nota. “L’amministrazione – ricordano – ha avviato un processo di privatizzazione. Ma la cooperativa che gestisce il nido di via Giussani è in difficoltà a reperire il personale e, per sopperire alla carenza, è stato chiamato proprio quel personale comunale tanto bistrattato”. “Ci sono di mezzo dei lavoratori che vedono l’effetto tangibile di un cambio ingiusto – aggiungono Galli e Lissi – e i cittadini pagano due volte: per le procedure di affidamento del servizio e per l’utilizzo (straordinario) del personale interno”. “La scelta al risparmio della maggioranza – proseguono – si scontra con le esigenze dei lavoratori: costi più bassi si traducono in stipendi più bassi per gli educatori delle cooperative e forse, proprio per questo, risulta difficile trovare personale. Il tutto – concludono le esponenti dem – in un asilo, il Caravella, che è un fiore all’occhiello del territorio, tanto da avere 11 bambini rimasti in lista d’attesa e 14 che hanno dovuto iscriversi alla seconda o terza scelta, non proprio vicino a casa”.