Riforma elettorale: la maggioranza esulta, opposizioni contro. Le reazioni dei parlamentari comaschi

Riforma elettorale, la maggioranza ribadisce e difende i capisaldi della legge mentre incalzano le opposizioni. Il quadro nazionale si rispecchia anche tra i parlamentari comaschi con Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia che sostengono le novità e il Pd che è fortemente critico.

“Con il ritorno delle preferenze restituiamo finalmente ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente le persone che intendono mandare in Parlamento. Una possibilità che non c’era più dal 1993 e che oggi, finalmente, viene restituita agli elettori” esordisce il sottosegretario di Stato ed esponente di Fratelli d’Italia, Alessio Butti. “Il nuovo sistema – prosegue il senatore – punta inoltre a garantire maggiore stabilità e governabilità”. “Il ritorno delle preferenze – conclude Butti – significa anche valorizzare il legame con i territori, la credibilità e la capacità delle persone”.

“Il fine della legge elettorale è chiaro – sottolinea Nicola Molteni, Sottosegretario all’Interno ed esponente della Lega – avere un governo stabile e dare certezza ai cittadini che chi vince le elezioni governerà 5 anni senza giochi di palazzo ed evitare governi frutto di compromessi che non hanno mai rappresentato al meglio gli interessi del popolo. Alla sera del voto – chiarisce infine – si saprà chi ha vinto e chi ha perso e ci sarà un governo duraturo”.

“La nuova legge elettorale garantirà maggioranze forti e governi stabili, e, finalmente, accorcia le distanze tra elettori ed eletti” – ribadisce Paolo Emilio Russo, deputato di Forza Italia che aggiunge poi una riflessione su un altro passaggio: “Consentirà, inoltre, a tutti i fuorisede — studenti, lavoratori e caregiver — di partecipare al voto da remoto: una misura attesa da decenni, che finora nessun governo era riuscito ad approvare”.

Di tutt’altra opinione Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. “Un premio di maggioranza abnorme, l’indicazione del candidato premier che piega il ruolo del Presidente della Repubblica, un impianto che lascia troppo potere ai partiti nella scelta degli eletti ed esclude qualsiasi tutela per l’equilibrio di genere: quella approvata in Senato – afferma la deputata dem – è una legge che deforma la rappresentanza e umilia il Parlamento. Noi non accetteremo che le regole della democrazia vengano scritte a Palazzo Chigi nell’interesse di chi governa. Questa non è una legge per dare più voce ai cittadini. È una legge per dare più potere a Giorgia Meloni e ai suoi trasformando una minoranza di voti in una maggioranza enorme di seggi. Per questo continueremo la nostra battaglia alla Camera”. “Questa legge – conclude – cancella i collegi uninominali che da sempre sono un modo efficace per avvicinare gli elettori ai candidati: dunque le istanze dei territori non saranno più garantite ma ancora più mortificate”.