Primaria Corridoni di Como, dopo la visita delle istituzioni, con ministro e sottosegretario ieri in via Sinigaglia, accompagnate da provveditore, preside, insegnanti, famiglie e bambini, gli occhi sono puntati sulla tanto attesa sentenza del Consiglio di Stato. L’udienza si è già tenuta, la discussione era infatti attesa per questa mattina, ma resta da conoscere la decisione finale. Occhi puntati quindi sulla giornata di mercoledì, quella che dovrebbe rivelarsi decisiva per il futuro della primaria di via Sinigaglia.
Il braccio di ferro tra scuola e Comune, intanto, resta più vivo che mai. Scuola destinata a diventare un autosilo, nelle intenzioni di Palazzo Cernezzi, e che – ha ribadito il sindaco Rapinese – presenta importanti carenze sotto il profilo della sicurezza. Ma che invece, ribadiscono dall’istituto, è più viva che mai, più sicura della Venini di via Fiume, o almeno così sostengono docenti e famiglie . Il Consiglio di Stato, dopo aver sospeso il trasferimento, ha chiesto una relazione tecnica all’ufficio scolastico regionale. Una relazione di 30 pagine – ha fatto sapere il provveditore Imperio Chiappa – “in cui sono stati analizzati tutti gli aspetti, dalla sicurezza alla didattica”. Ed è solo uno dei documenti arrivati nelle mani dei giudici. Anche il sindaco, come ribadito in diretta su Etv, ha fornito al giudice tutto il materiale necessario. Non resta che scoprire, quindi, quale sarà l’ultima parola.
E intanto la campanella è tornata a suonare all’istituto a due passi dallo stadio. Ieri la grande festa per il primo giorno di scuola e oggi di nuovo con lo zaino in spalla. Resta da capire se i bambini continueranno a frequentare il plesso di via Sinigaglia o se, prossimamente, saranno destinati a trasferirsi a tre chilometri di distanza, in via Fiume, o in altri istituti della città.
Il conto alla rovescia è ormai iniziato e a breve la sentenza sarà resa nota. Ma queste ore, alla vigilia della decisione finale, saranno cariche di emozione. Il Comune resta fermo sulla sua posizione, dalla scuola invece famiglie e docenti non si sbilanciano, ma c’è fiducia. Sarà una notte di pensieri per chi in quella scuola ha lasciato un pezzo di cuore. Una notte di tensione per chi da anni, quella scuola, la vive tutti i giorni. Per alcuni una notte di speranza, per altri semplicemente d’attesa.


