La protesta a Como, i ciclisti invadono la città: centinaia in corteo contri i divieti in centro

Piazza Perretta gremita sabato mattina per la biciclettata promossa da Nova Como contro il divieto di transito nel centro storico di Como. Erano oltre 800, secondo gli organizzatori, tra famiglie, bambini, giovani e anziani, che hanno attraversato le vie della città murata a suon di campanelli, prima di fermarsi davanti al Comune. La delibera che vieta il transito in bicicletta, approvata il mese scorso, riguarda circa 30 vie e piazze del centro, tra le più frequentate da residenti e turisti.

È la prima mobilitazione di piazza da quando il provvedimento è in vigore, e ha messo insieme un fronte piuttosto ampio. Al gruppo promotore si sono affiancati la sezione comasca di Fiab, Legambiente Como “Angelo Vassallo” e tre partiti, Forza Italia, Azione e Pd.

“Non ce lo aspettavamo, siamo felicissimi ed emozionati”, ha commentato la co-presidente di Nova Como Teresa Minniti. “È la risposta di una città viva, di una comunità che risponde a un divieto ingiustificato e sproporzionato”. Per Minniti il centro storico non avrebbe un problema di sicurezza legato alle biciclette, e i problemi reali della città sarebbero altri. La richiesta al sindaco è un passo indietro, l’apertura di un tavolo di confronto con le parti interessate e la sospensione della delibera.

Sulla stessa linea il presidente del gruppo Vincenzo Falanga, che ha definito l’ordinanza “l’ennesimo atto che va a penalizzare la vita di chi vive e lavora in città tutti i giorni”. Per Falanga la partecipazione al corteo dimostrerebbe che le politiche dell’amministrazione non rispecchiano la visione di città condivisa dai cittadini.

Diverse le ragioni raccolte tra i partecipanti. C’è chi contesta al Comune di aver generalizzato, colpendo tutti per i comportamenti scorretti di pochi, e chi ricorda che il codice della strada già vieta l’accesso in zona a traffico limitato alle biciclette a pedalata assistita che superano i limiti di potenza, e chiede quindi controlli mirati invece di un divieto esteso. Per i residenti dei quartieri fuori dal centro, poi, la bicicletta resta un mezzo di spostamento quotidiano difficile da sostituire.

Il sindaco Alessandro Rapinese, dal canto suo, aveva già replicato ai microfoni della trasmissione Etg+. “È legittimo manifestare”, aveva detto, “ma effettivamente mi sembra tanto rumore per nulla”. Aveva poi accostato il caso a una misura già adottata a Cantù nelle vie dello shopping, e aveva detto di ricevere “opposizione a prescindere” da chi gli sta di fronte. Una lettura che Nova Como respinge, perché “più di 800 persone in piazza non possono essere liquidate come una protesta di pochi”.”cambia pochissimo”. Il provvedimento, per ora, resta in vigore.