Ieri è ricominciata la scuola in Lombardia, e anche a Como migliaia di studenti sono tornati tra i banchi. Il nuovo anno scolastico, però, si apre ancora una volta con il nodo del precariato, che nella provincia lariana tocca una delle percentuali più alte della regione. A evidenziarlo è Gerardo Salvo, segretario della Uil scuola di Como. Il punto più critico, spiega, riguarda la scuola primaria, dove manca soprattutto personale di sostegno, cioè quei docenti che affiancano in classe gli alunni con disabilità.
Il problema, spiega Salvo, nasce in un certo senso ogni estate. Oltre ai posti già previsti, infatti, le scuole ne chiedono altri, i cosiddetti posti in deroga, perché arrivano nuovi casi di alunni con disabilità che il numero iniziale di insegnanti non riesce a coprire. Per Como, quest’anno, ne sono stati autorizzati quasi 750. Posti che, dunque, finiscono quasi sempre a personale precario, perché gli insegnanti di ruolo, semplicemente, non bastano a coprirli tutti.
Queste cattedre aggiuntive di sostegno vengono assegnate attraverso le graduatorie provinciali, le Gps. Quando però queste si esauriscono, le scuole devono cercare personale anche al di fuori delle liste ordinarie. Ed è proprio in questi casi, spiega Salvo, che nasce il problema più delicato, perché alcuni degli insegnanti individuati non hanno la specializzazione sul sostegno e, in alcuni casi, mancano persino del titolo di studio richiesto per insegnare. Il rischio, in questi casi, è che gli alunni con disabilità non ricevano il supporto di cui hanno davvero bisogno. C’è poi un altro effetto della precarietà, spiega Salvo, perché ogni anno gli alunni con disabilità si ritrovano con un supplente diverso, e devono ricostruire da capo il rapporto di fiducia con un nuovo educatore.
Per le scuole medie e superiori, invece, la situazione resta più stabile. Merito, quest’anno, dell’avvio degli elenchi regionali, la procedura che permette di assumere in ruolo anche gli insegnanti idonei, seppure non vincitori di concorso. Resta invece critico il fronte del personale Ata, cioè i collaboratori scolastici che si occupano di pulizia e sorveglianza negli istituti. A Como, segnala la Uil scuola, il taglio previsto per quest’anno riguarda 9 posti, concentrati soprattutto nelle scuole superiori, dove in alcuni istituti risulta già difficile coprire i turni del mattino e del pomeriggio. La Uil, sottolinea Salvo, porta avanti la propria battaglia non solo per i docenti, ma per tutto il personale scolastico. Como, conclude il segretario, resta una provincia di precari, perché il ricambio degli insegnanti di ruolo non tiene il passo dei trasferimenti.


