Da domani la trasmissione Etg+ Sindaco non andrà più in onda. Sospesa con effetto immediato. E non per scelta nostra.
Per trasparenza nei confronti dei telespettatori, è opportuno spiegare cosa è accaduto.
Oggi, 17 settembre, il sindaco di Como Alessandro Rapinese ci ha informato che non avrebbe più partecipato perché “sono venute meno le condizioni per continuare”. Incuriositi, abbiamo chiesto a Rapinese quali fossero queste condizioni (posto che le condizioni per fare una trasmissione tv dovremmo conoscerle abbastanza bene, almeno tanto quanto il sindaco, che ci risulta faccia un altro lavoro). “Reciproca stima”, ha risposto lui.
Primo: una trasmissione tv non è questione di stima, simpatia o amicizia. Non è una pizza tra coscritti. E’ un momento professionale.
Secondo: forse intendeva dire che è venuta meno la sua stima nei nostri confronti, perché la nostra nei suoi confronti – alta o bassa che sia – non è cambiata. In quattro anni e mezzo infatti la nostra linea editoriale sull’amministrazione comunale non è cambiata di una virgola.
E’ cambiato, quello sì, il clima politico in città. E’ diventato esasperato, polarizzato, a tratti stucchevole. Noi abbiamo documentato questa degenerazione, come è nostro dovere fare. Forse questo al sindaco questo non è piaciuto, chissà.
Fatto sta che Rapinese ha perso la stima nei nostri confronti. Ok. Lo registriamo e, francamente, ci interessa il giusto.
Quel che a noi interessa è il servizio che offriamo. Una trasmissione che si intitola “Etg+Sindaco” senza il sindaco non si può fare. E quindi ci spiace non poter più offrire ai cittadini una finestra di dialogo diretto con il sindaco di Como che esiste da oltre vent’anni.
Ci spiace, ma questo non significa che preghiamo il sindaco Rapinese di venire in trasmissione. Si pregano solo i santi, e Rapinese non ci risulta lo sia. Vuole partecipare? I nostri studi sono aperti, come lo erano per gli altri sindaci prima di lui (e che lui criticava perché partecipavano alla trasmissione). Non vuole partecipare? Amen. Nessuno lo obbliga. Non ha firmato nessun contratto. Tuttalpiù ha preso un impegno, che per me sarebbe più vincolante di un contratto, ma ognuno è fatto a modo suo.
La nostra linea editoriale verso Rapinese – sulla quale rivendico una totale correttezza – non è cambiata prima, non cambia ora, e non cambierà domani.
Sarei però miope se non vedessi una gigantesca coincidenza: la ritirata di Rapinese dalla tv arriva proprio il giorno dopo il verdetto a lui sfavorevole del Consiglio di Stato sulla scuola Corridoni, che lui vuole chiudere per tirar su un autosilo. Un passaggio politico complesso, nel quale il sindaco è rimasto incagliato.
Ecco, chi non crede alle coincidenze penserebbe che Rapinese sia in difficoltà a spiegare la situazione non con un video selfie sui social ma in diretta tv, con una giornalista e le telefonate da casa.
Noi no. Noi crediamo fermamente nelle coincidenze. Anzi. Le coincidenze sono il modo di Dio per rendersi anonimo agli occhi degli uomini. Mi piace pensare sia così.
Detto questo, le nostre porte sono aperte ma non sono girevoli: non si entra e si esce a seconda della convenienza.


