Salva (per il momento) la primaria Corridoni. Nessun trasferimento fino alla fine dell’anno

Nessun trasloco all’orizzonte, almeno per il momento, per i bambini, le insegnanti e il personale della scuola elementare Corridoni. La primaria di via Sinigaglia, che da un anno è al centro di un duro braccio di ferro tra famiglie e Comune di Como, è salva. Salva per il momento, perché resta da capire quale sarà il suo futuro.

Il Consiglio di Stato ha sospeso la chiusura decisa dal Comune di Como e rinviato il giudizio di merito a data da destinarsi. I giochi quindi sono ancora aperti, ma al momento famiglie e docenti festeggiano e tirano un sospiro di sollievo. In sintesi – dopo la relazione tecnica chiesta dai giudici all’ufficio scolastico regionale – si dice che gli spazi di via Fiume non risultano immediatamente utilizzabili per accogliere i 200 bambini di via Sinigaglia, per condizioni di sicurezza e di funzionalità didattica.

Ed è proprio questo un altro punto su cui ruota la vicenda: il progetto didattico della Corridoni. Al di là delle carenze strutturali da colmare, sottolineano dalla primaria a due passi dallo stadio, la Venini di via Fiume non presenterebbe spazi didattici idonei alle esigenze di chi frequenta la Corridoni, non in linea quindi con il progetto didattico che stanno portando avanti in via Sinigaglia. “Mancano laboratori musicali e altri spazi perché già occupati dai bambini che quella scuola la vivono da anni. Non è utilizzabile neppure la palestra, perché già piena di bambini”. A dirlo è Simone Molteni, presidente del consiglio d’istituto Como Borgovico.

E intanto, quella scuola, resta lì dov’è sempre stata, almeno finché i giudici non entreranno nel merito. Data che non è ancora stata fissata e questo lascia presagire che i tempi non subiranno una decisa accelerata, ma – al contrario – potrebbero farsi lunghi. Per questo, ribadisce chi la scuola la vive per lavoro e la difende da sempre, la campanella in via Sinigaglia continuerà a suonare presumibilmente fino alla fine dell’anno scolastico. L’eventuale chiusura, che dipenderà dalla decisione finale dei giudici, è rimandata. Se ne riparlerà, se mai sarà necessario, a settembre 2027.

Tempi lunghi, dicevamo, durante i quali Palazzo Cernezzi potrebbe – di fatto – mettere a nuovo la scuola di via Fiume e dotarla di tutti gli spazi didattici necessari. E in quel caso, se la Venini fosse idonea, i genitori restano aperti al dialogo e pronti a valutare un trasferimento. Resta però il tema della distanza e di genitori che potrebbero dividersi, con non poche difficoltà logistiche, tra la scuola di via Fiume e quella di Tavernola.

Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, contattato da Etv la sera stessa del verdetto non ha risposto, salvo pubblicare il giorno dopo un video social. “C’è un atto che ha ufficializzato la chiusura della scuola di via Sinigaglia – ribadisce il sindaco – una delibera di Regione datata ottobre 2025. La scuola di via Fiume – rimarca – è molto più sicura di quella di via Sinigaglia”. Non mancano critiche rivolte all’assessore regionale Fermi e al consigliere regionale Gaddi. E le repliche non sono tardate ad arrivare. “Vorrei chiarire a chi impartisce lezioni attraverso video sui social – dice Fermi- che Regione Lombardia non ha competenza diretta, ma può solo limitarsi a prendere atto di quanto deciso dai Comuni. Forse Rapinese invece di attaccare i partiti dovrebbe imparare a “fare politica” – aggiunge Fermi – che significa anche ascoltare, dialogare e chiedere aiuto“. Il sindaco di Como, dice Gaddi, “non ha spiegato il vero motivo del suo accanimento nei confronti della Corridoni che vuole demolire a tutti i costi per farci un autosilo”.