Contributi ai comuni di confine, venerdì il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto che definisce il sostegno statale previsto dal nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera. Ora si conoscono anche le cifre stanziate, si passa da 89 milioni di euro a 108 milioni. Nella platea anche i territori compresi entro 20 chilometri dal confine, in larga parte anche comaschi. Un decreto atteso da tempo e che, di fatto, arriva con qualche mese di ritardo. Un provvedimento che sblocca fondi essenziali per i territori a pochi passi dalla frontiera. Le risorse mirano alla crescita economica locale, al potenziamento delle infrastrutture territoriali e al rafforzamento dei servizi pubblici dedicati ai paesi di frontiera e a chi ogni giorno supera la dogana per lavoro.
L’associazione dei comuni di frontiera esprime la propria soddisfazione. “In questi mesi – spiegano – i comuni attraverso diverse interlocuzioni istituzionali hanno spiegato la necessità di incrementare il fondo in relazione ai ristorni effettivamente versati dai cantoni a favore dei comuni stessi, ristorni necessari a fornire servizi e infrastrutture ai frontalieri, alle loro famiglie e alle comunità di frontiera”.
Soddisfazione anche per la decisione del governo di assegnare alle regioni di confine i proventi del cosiddetto extragettito, e cioè delle tasse versate in Italia dai “nuovi frontalieri” con lo scopo di incrementare gli stipendi dei lavoratori italiani e di aumentare gli investimenti nei comuni di frontiera.
“Questo – spiegano dall’associazione – è frutto di una clausola fortemente voluta dai comuni di frontiera e contenuta nel “Memorandum di Intesa” firmato a nome dei comuni stessi, dal presidente dell’associazione Massimo Mastromarino nel dicembre del 2020, contestualmente alla firma dell’accordo internazionale. Ancora una volta – sottolineano – l’Associazione dimostra con l’impegno continuativo dei propri sindaci e il dialogo costante con le istituzioni, di essere interlocutore autorevole e credibile nella risoluzione delle problematiche di confine”.


