Disoccupazione, frontalieri transcantonali e settimanali, assegno unico. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto risposte concrete sui tanti temi aperti che riguardano i lavoratori della fascia di confine che prestano servizio in Svizzera durante la riunione del tavolo interministeriale, finalmente convocata dopo un anno e mezzo dal primo incontro.
La convocazione è stata sollecitata più volte dalle organizzazioni sindacali dei frontalieri, che dopo il vertice hanno diffuso una nota congiunta firmata dai responsabili di Cgil, Cisl e Uil Giuseppe Augurusa, Marco Contessa e Pancrazio Raimondo. “Abbiamo rivendicato la necessità urgente di passare alla fase di discussione del merito delle tante questioni aperte che necessitano di soluzioni certe”, si legge nella nota.
Tra i temi su cui il tavolo deve operare, “la definizione della circolare attuativa del trattamento Naspi di disoccupazione nei primi mesi di erogazione” e lo stop alla tassa della salute per “la salvaguardia del principio di superamento delle doppie imposizioni”. Richiesta poi “la piena attuazione dell’opzione fiscale per i frontalieri transcantonali, il cosiddetto decreto omnibus, concordato con il ministero dell’Economia ma non condiviso dai Cantoni di confine”. Sollevati infine i problemi “dell’allargamento delle retribuzioni convenzionali per il frontalierato settimanale” e della “piena applicazione dell’assegno unico per i lavoratori frontalieri in ingresso e in uscita”.
“Memori che l’obiettivo del tavolo è la definizione di uno statuto dei lavoratori frontalieri – conclude la nota di Cgil, Cisl e Uil – le parti si sono impegnate a scambiarsi osservazioni e contributi scritti circa i temi proposti, da discutere nel prossimo incontro fissato per il 9 novembre al ministero del Lavoro”.


