Accordo Italia-Svizzera, il ministro Giorgetti firma il decreto sui contributi ai Comuni di confine. Il provvedimento definisce il sostegno statale previsto dal nuovo accordo fiscale tra i due paesi. Nella platea anche i territori compresi entro 20 chilometri dal confine, in larga parte comaschi. Un decreto che in realtà era atteso da tempo e che, di fatto, arriva con qualche mese di ritardo. Un passo in avanti atteso dalle amministrazioni comunali, che sblocca fondi essenziali per i territori a pochi passi dalla frontiera.
Vale la pena precisare, però, che il decreto firmato ieri dal ministro dell’Economia contiene i criteri per la suddivisone dei ristorni, ma non ancora le cifre. “Alla definizione del decreto abbiamo collaborato in sinergia con il ministero, l’Associazione dei comuni italiani di frontiera e Regione Lombardia, nel mantenere i criteri il più possibile aderenti a quelli già vigenti fino lo scorso anno”. A dirlo è Massimo Mastromarino, presidente dell’associazione dei Comuni italiani di frontiera e sindaco di Lavena Ponte Tresa. “Cosa non scontata – aggiunge – vista la prima proposta di decreto fatta dagli uffici ministeriali”.
Il decreto, che ha avuto parere favorevole ed è ora alla Corte dei conti, non specifica però la somma complessiva dei ristorni e, di conseguenza, la cifra esatta che sarà garantita a ciascuno dei Comuni interessati. Per saperla bisognerà pazientare probabilmente ancora qualche settimana. Ma, aggiunge Mastromarino, il ministero è stato sollecitato “affinché incrementi il fondo oltre gli 89 milioni. Siamo in attesa di determinazioni”. Si attende quindi una nuova firma, che potrebbe arrivare soltanto a inizio ottobre. E per avere i soldi nelle casse comunali, quindi, sarà necessario temporeggiare ancora un po’, con l’auspicio che i fondi possano arrivare definitivamente nel corso del prossimo mese.
Le risorse mirano alla crescita economica locale, al potenziamento delle infrastrutture territoriali e al rafforzamento dei servizi pubblici dedicati ai paesi di frontiera e a chi ogni giorno supera la dogana per lavoro. “Fondi essenziali, che arrivano però tre mesi di ritardo. Per i Comuni più piccoli è dura far fronte alle spese”, commenta il sindaco di Uggiate con Ronago, Ermes Tettamanti.
Nessuna novità invece dopo lo stop al versamento della seconda tranche dei ristorni ai Comuni di confine. Al centro resta la controversa questione della tassa sulla salute per i vecchi frontalieri. Si fermerebbero quindi 50 milioni di franchi svizzeri, la quota prevista per la seconda metà dell’anno, pari a oltre 54 milioni di euro. Un’impasse che, se non venisse risolta, causerebbe conseguenze enormi ai bilanci comunali, come già sottolineato dal primo cittadino di Uggiate.



