Da settimane fare il pieno costa più di 2 euro al litro, ai livelli più alti degli ultimi 4 anni. A spingere i prezzi è la crisi in Medio Oriente, che ha portato il petrolio oltre i 100 dollari al barile. Il governo ha chiesto dunque alle compagnie petrolifere di contenere i listini, e 3 grandi marchi hanno risposto all’appello, ciascuno a modo proprio.
Il primo è Eni. Da lunedì 28 settembre, nei distributori a marchio Enilive, circa 4mila in Italia, la benzina non può superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19. Il tetto è uguale in tutto il paese, anche se alcuni impianti, pure a Como, hanno bisogno di qualche giorno per adeguarsi. Resterà in vigore fino alla fine di ottobre e potrebbe essere prorogato fino alla fine dell’anno.
Stessi prezzi massimi, sempre da lunedì 28 settembre, nella rete Ip, controllata dal gruppo azero Socar. La differenza è che lo sconto arriva per gradi, per ora in circa 300 distributori su oltre 4.500, e la compagnia non ha fissato una scadenza. Più avanti il meccanismo potrebbe allargarsi anche alle stazioni Esso e ad altri impianti riforniti da Ip.
Da giovedì 1 ottobre, invece, tocca a Q8, che in Italia conta circa 2.900 distributori. Il tetto durerà 30 giorni ma non avrà un valore unico, la compagnia parla infatti di un sistema modulare, e il prezzo potrà quindi cambiare da un impianto all’altro. Per gli altri marchi e per le pompe bianche, i distributori indipendenti, al momento non è stato annunciato alcun tetto.
C’è poi lo sconto deciso dal governo, l’unico valido in tutti i distributori, ma soltanto per il gasolio. Il taglio delle accise, le tasse fisse su ogni litro di carburante, vale circa 6 centesimi e resta in vigore fino a lunedì 5 ottobre compreso. Da martedì 6 ottobre scatteranno le accise mobili, lo Stato userà le entrate in più legate ai rincari per abbassare le imposte alla pompa, ma l’entità dello sconto non è ancora nota. Prima di fare rifornimento, dunque, conviene sempre controllare il cartello dei prezzi, oppure il sito Osservaprezzi del ministero delle Imprese, che pubblica i listini aggiornati di ogni distributore.
Intanto, anche nel Comasco, la caccia al pieno scontato ha svuotato i serbatoi di più di un distributore. All’impianto Enilive di via Canturina, a Como, secondo il titolare sono passate oltre mille auto tra la sera di lunedì 28 settembre e la mattina successiva, e martedì 29 settembre la benzina verde è finita prima di sera. Mercoledì 30 settembre è toccato al distributore di viale Rosselli, rimasto senza benzina in mattinata dopo ore di code. Pompe a secco anche a Cantù, dove la benzina è finita in uno dei distributori che applicano lo sconto. In alcune stazioni, a Como e a Lipomo, lo sconto è arrivato più tardi, perché i gestori hanno scelto di esaurire prima il carburante acquistato a prezzi più alti. Le cisterne tornano a rifornire le pompe, ma le scorte finiscono di nuovo in poche ore.


