Documenti privi di chip identificativo. Un fenomeno in aumento anche a Como come documenta la polizia locale. Stamattina nell’ambito della vigilanza all’ufficio Anagrafe, avviata negli scorsi mesi durante il picco accessi per la sostituzione della carta d’identità cartacea con quella elettronica, due utenti sono stati denunciati per danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici pubblici o di interesse pubblico, in quanto i documenti erano, appunto, privi di microchip identificativo. L’assenza può essere spiegata in diversi modi: può essere dovuta al fatto che un documento che ne è sprovvisto non può superare le verifiche elettroniche per il quale è richiesto; la seconda possibilità è che il chip rimosso può essere utilizzato su un altro documento, magari contraffatto, oppure ancora ceduto; un’altra possibilità ancora è che il pezzo rimosso possa essere utilizzato per creare una nuova identità. Le verifiche sono in corso, ma situazioni di questi tipo si stanno ripetendo in Lombardia e nel resto d’Italia.
I CONTROLLI IN CITTA’
La polizia locale di Como nelle ultime ore ha anche svolto una serie di controlli in città tra viale Varese – portico del Crocefisso – dove sono state identificate quattro persone. Riscontrate tre violazioni al Regolamento di polizia urbana con annesso ordine di allontanamento e Dacur, cioè il daspo urbano. Altri due provvedimenti simili sono arrivati per altrettante persone ai giardini di via Sant’Elia.
A questi si aggiungono i cinque ordini di allontanamento di lunedì 12 ottobre in via Giulini, piazzale Gerbetto e via Aldo Moro.
Ieri, infine, denunciati due extracomunitari: il primo circolava con un permesso di guida internazionale contraffatto mentre il secondo è stato intercettato in via Caronti all’interno di un terreno privato.

