Clima surreale a Como, ma vie affollate e nessun corteo. I commercianti: “Clima di terrore e meno incassi”

È un clima surreale quello che si respira a Como. Da un lato un dispiegamento eccezionale di forze dell’ordine, dall’altro le vie del centro che continuano a essere affollate di turisti. È questo lo scenario in un pomeriggio in cui erano attese violente manifestazioni anche nel capoluogo lariano dopo i fatti dello scorso weekend a Milano.

Il centro città, da piazza Vittorio al Duomo, è presidiato dalle forze dell’ordine e i controlli proseguiranno anche nelle prossime ore. All’alba altre quattro perquisizioni a Como e provincia. Nel pomeriggio fermato un giovane con il passamontagna in piazza San Fedele, che sfrecciava in sella a una bici elettrica.

C’è chi ha deciso di lasciare aperta la propria attività nonostante la paura, c’è chi ha ritirato la merce dalle vetrine e chi invece in questo sabato pomeriggio ha deciso di abbassare le serrande o proteggere le vetrine con appositi assi in legno. Le minacce diventate virali sui social e i messaggi rimbalzati tra una chat e l’altra hanno alimentato la psicosi in città, tra negozi barricati e altri che, seppur nella paura, hanno deciso di non rinunciare a un sabato di shopping. Inevitabili però le ricadute. A dirlo sono proprio i commercianti comaschi. “Viviamo nella paura, temiamo l’effetto sorpresa”, dice una esercente a due passi dal Duomo. “Abbiamo tolto i gioielli dalle vetrine, li esporremmo di nuovo dopo il weekend. C’è un clima di terrore e non è un sabato normale. Gli incassi ne stanno risentendo.  Ma non dobbiamo alimentare allarmismo”, dice un’altra commerciante del centro storico.

Per le possibili proteste in diverse città italiane è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini. “Chiunque deve sapere, a Milano, a Como, a Firenze, a Bologna, a Roma e a Torino, che innanzitutto chi rompe paga e poi nessuno rimane impunito. Nelle ultime ore sono stati visitati a casa centinaia di questi leoni da social che dovranno rendere conto della loro stupidità“.