Como si barrica per la paura di una guerriglia che possa devastare la città proprio com’è accaduto una settimana fa a Milano. In pieno centro storico, da via Plinio a via Luini, sempre più negozi sono corsi ai ripari: assi in legno proteggono le vetrine, vetri oscurati nelle ultime ore per paura delle proteste, commercianti e commessi blindati nelle loro attività. A proteggersi sono soprattutto i brand più in voga tra i giovani, gli stessi che a Milano – e all’estero – sono stati presi d’assalto e devastati nelle scorse settimane.
È un clima surreale quello che si respira in città: da un lato le vetrine oscurate, dall’altro le vie del centro che restano affollate di residenti e turisti. Si preannuncia una giornata difficile per il capoluogo lariano, prefetto e forze dell’ordine però rassicurano commercianti e cittadini: la situazione a Como è costantemente monitorata. Dall’alba di questa mattina è scattato un nuovo blitz della polizia in tutta la Lombardia per prevenire un sabato di violenze. Oggi sono previste decine di manifestazioni in tutta Italia e la Lombardia, con Milano in prima fila, resta sorvegliata speciale. Oltre 150 le perquisizioni della polizia tra Milano, Monza e altre venti città, compresa Como e provincia. Non si fermano le indagini dopo i disordini e le devastazioni dello scorso fine settimana. Soltanto ieri, alla vigilia di un sabato che si prospetta complicato e dopo una notte di perquisizioni, quattro maggiorenni e 21 minorenni sono stati indagati per istigazione a delinquere per la pianificazione di violenze e disordini annunciati.
Un clima di paura dilagante, dicevamo, nato dai messaggi che nei giorni scorsi sono rimbalzati tra chat e social, con tanto di fake news al seguito. Notizie false che hanno però alimentato il terrore, spingendo i genitori a non mandare i figli a scuola martedì scorso, nonostante le rassicurazioni di docenti e forze dell’ordine, e suscitando tra i comaschi più di qualche preoccupazione in vista di possibili proteste in centro città. Proteste che però potrebbero essere annullate o modificate. È quanto emergerebbe dagli annuncia via social, dove il movimento 17 ottobre, un gruppo aperto nei giorni scorsi per organizzare nuove proteste in tutta Italia, ha disdetto i luoghi di ritrovo annunciati inizialmente. La volontà di manifestare, però, non cambia. “Cambiano le piazza – si legge sui social – ma non la nostra determinazione”. Occhi puntati quindi sul primo pomeriggio, quando – dicono dal movimento – saranno comunicati tre luoghi di ritrovo in ognuna delle città per iniziare alle 15.30 tre cortei da diversi punti, che si ritroveranno – alla fine – in una stessa piazza.



