I giudici della Corte di Cassazione hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere di Giuseppe Calabrò, condannato all’ergastolo il 4 febbraio scorso a Como per il sequestro e l’omicidio, nel 1975, dell’allora 18enne Cristina Mazzotti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei legali di Calabrò e rinviato la questione al tribunale di Milano per una nuova valutazione. I difensori del 76enne hanno chiesto la revoca della detenzione in carcere per l’età dell’imputato e anche contestando sia il rischio del pericolo di fuga sia di recidiva.
Dopo la sentenza pronunciata nel febbraio scorso dalla Corte d’Assise di Como, presieduta da Carlo Cecchetti, per Calabrò era stato disposto il carcere per il pericolo di fuga. Il ricorso contro la detenzione in cella era stato respinto dal tribunale del Riesame di Milano ma è ora stato accolto dalla Cassazione.



