Morta a Veniano, il marito a processo: “Il suo Dna sulla cintura stretta al collo della donna”

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Le macchie sulla maglia del pigiama appena lavata e trovata nell’asciugatrice. Le tre cinture di accappatoi tagliate a metà. Il Dna del marito sul nodo scorsoio stretto al collo di Ramona Rinaldi, 39 anni, trovata impiccata nel bagno di casa a Veniano il 21 febbraio dello scorso anno. I carabinieri di Como e del Ris di Parma hanno riferito in aula in tribunale a Como gli elementi emersi dalle indagini sulla morte della donna nel processo in corso in Corte d’Assise. Un suicidio simulato, secondo il magistrato Antonia Pavan, che ha coordinato l’inchiesta, dal compagno della vittima Daniele Re, 35 anni, accusato di omicidio volontario. L’uomo oggi ha chiesto di rilasciare dichiarazioni spontanee e ha parlato delle telecamere trovate nella casa di Veniano. Per controllare la moglie, secondo gli inquirenti. Posizionate solo temporaneamente per poi essere spostate all’esterno, secondo quello che ha dichiaro oggi Re. Nella prossima udienza, il 2 dicembre, sarà discussa la perizia psichiatrica che indicherebbe l’imputato come parzialmente incapace di intendere al momento della morte della moglie. Il perito riferirà in aula e dovrebbe poi essere sentito, se deciderà di rispondere, lo stesso Daniele Re.