E’ tornato libero Youssef Siher, Siher l’attivista arrestato sabato scorso per aver creato il gruppo Telegram “Movimento 17 ottobre”. La giudice delle indagini preliminari di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato l’arresto e ha ordinato la scarcerazione immediata del ricercatore 30enne.
La procura di Milano aveva chiesto il carcere per Siher che ieri, nell’interrogatorio di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato e abbiamo contestato le imputazioni dal punto di vista del diritto” avevano dichiarato i legali dell’attivista, gli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, che avevano chiesto di rimettere in libertà il 30enne.
La giudice ha accolto la richiesta perché non avrebbe ravvisato le esigenze cautelari e nemmeno le ragioni che sabato scorso avrebbero portato al fermo. Non ci sarebbero in sostanza condotte riconducibili all’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo né di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Le accuse che invece la procura di Milano contesta a Siher e alla moglie, 32enne comasca, mediatrice interculturale denunciata a piede libero.
Già oggi Siher ha lasciato il carcere di San Vittore, accolto tra gli altri proprio dalla moglie. I due si sono sposati nel settembre scorso e attualmente sarebbero residenti in provincia di Milano.



