Delitto a Cantù, i colleghi ricordano Aldo Marra. La moglie: “Spero vi abbia trasmesso la sua bontà”

Un dolore composto, di fronte a una tragedia che nessuno riesce a spiegarsi. E una domanda che risuona nel silenzio. “Perché?”. Una spiegazione non c’è ed è difficile per tutti darsi pace soprattutto per Nicoletta, moglie di Aldo Marra, che, assieme ai figli Serena e Filippo, ha partecipato alla commemorazione organizzata alla Tabu, l’azienda del settore del legno dove il marito ha lavorato per 30 anni e dove la notizia dell’accoltellamento, sabato pomeriggio fuori da un bar a Vighizzolo per una banale discussione, è piombata all’improvviso lasciando tutti increduli. Per l’omicidio è stato arrestato Cristian Maffia, 33 anni di Cantù. I vertici e tutto il personale si sono stretti alla famiglia in un momento di condivisione e ricordo. Le sue cose, dal caschetto alle cuffie, sono ancora lì, assieme alla sua fotografia. Dopo un minuto di silenzio, la direzione e i colleghi hanno pregato, si sono commossi, si sono abbracciati, ricordando quello che – come ribadito da più parti – era, prima di tutto, un amico e un lavoratore instancabile.
“Non è facile accettare che la vita di Aldo sia stata spezzata così, in modo tanto ingiusto e violento. Ci mancano le parole per comprendere ciò che è accaduto e per dare un senso a un dolore così grande. A noi che restiamo dona la forza di affrontare questa perdita, soprattutto alla sua famiglia”. Così recita la preghiera per Aldo che hanno letto i colleghi.
Al lavoro alla Tabu il 55enne canturino ha sempre affiancato l’impegno nel mondo del calcio, prima allenatore e poi collaboratore, dal San Michele al Cascina Mamete. Per i suoi ragazzi era “Aldone”, e anche ora che aveva lasciato la panchina era sempre presente e disponibile. Ieri, la squadra del “Mamete”, ha chiesto di poter rinviare la partita di campionato. Gli avversari però si sono rifiutati. I calciatori sono entrati in campo per srotolare uno striscione in sua memoria. Poi, pochi secondi dopo il fischio d’inizio, hanno lasciato il campo. “Perdiamo a tavolino ma vinciamo come persone – hanno detto -. Era il minimo che potessimo fare per Aldo. Non ce la sentivamo proprio di giocare dopo quello che è successo”.

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