Un caffè e due chiacchiere con gli amici prima di andare al campo sportivo a dare una mano, come era abituato a fare ogni fine settimana. Sabato scorso però, Aldo Marra, 55 anni, al bancone del bar a Vighizzolo ha incrociato Cristian Maffia, 33 anni e probabilmente nessun programma preciso per il pomeriggio, se non passare il tempo. Difficile capire realmente perché Aldo e Cristian abbiano iniziato a discutere. Forse, un motivo reale neppure c’è. Certamente non qualcosa che basti a spiegare le coltellate, il sangue, “Aldone” che barcolla e si accascia, soccorso dai presenti che faticano a capire cosa stia succedendo e in pochi istanti piombano nella disperazione.
Cristian Maffia poco prima era uscito da casa con un grosso coltello da cucina in tasca. “Avevo paura di incontrare uno a cui devo 200 euro”, racconterà poi ai carabinieri, senza fare il nome del presunto creditore. La lama però l’ha usata per colpire Aldo Marra. Colpi violenti al torace e alla spalla, che hanno reso vani i soccorsi immediati al 55enne, morto poco dopo in ospedale.
Già accusato di rapina, lesioni, porto d’armi, reati contro la persona, Maffia sabato scorso dopo aver ferito Marra ha lasciato a terra il coltello ed è scappato. I carabinieri di Cantù lo hanno individuato e fermato poco dopo, non lontano dal bar. E’ stato arrestato per omicidio volontario in un’indagine, coordinata dal pubblico ministero Valeria Zini, per un brutale delitto per il quale sembra davvero arduo ipotizzare un movente.
Maffia potrebbe provare a spiegare qualcosa domani pomeriggio, nell’interrogatorio di convalida in carcere al Bassone. Assistito dal legale Davide Giudici, potrà scegliere di rispondere alle domande o restare in silenzio. E sempre domani il magistrato affiderà l’incarico per l’autopsia. L’esame potrà aiutare a chiarire la dinamica dell’aggressione mortale. Certamente non basterà a dare una ragione alla moglie e ai figli che hanno salutato Aldo mentre usciva per andare al bar e al campo sportivo e non lo vedranno più tornare a casa.


